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Come perdere tre clienti in un colpo solo

“Possiamo entrare? No, apriamo tra 8 minuti”.

Questa è la frase della settimana da cui prendo spunto per questo post.
Non serve che preciso il luogo in cui mi trovavo con alcuni collaboratori, durante uno dei tanti meeting fatti in giro per l’Italia, perché non c’è alcun tipo di volontà di strumentalizzare un grande problema che caratterizza a mio avviso tutto il nostro paese. Certamente non tutte le imprese, ma comunque una parte troppo elevata di esse.

Nel caso di specie sto parlando di un’attività di ristorazione. Erano circa le 12:00 e facevo parte di un gruppo di 3 persone che aveva la volontà di fare una riunione di lavoro nonché approfittare dell’orario per fare una pausa pranzo.
Abbiamo chiesto quindi di poter entrare per accomodarci, pochi minuti prima dell’orario di apertura ufficiale.
La risposta che abbiamo ricevuto è quella oggetto del post. Il risultato che ha determinato questa risposta è che l’interlocutore in questione ha perso tre clienti in un colpo solo, che valgono qualcosa in più dei tre coperti di quel giorno.

La riflessione di oggi è quindi sostanzialmente la seguente: nel mondo del marketing e delle vendite c’è una grande fermentazione, un grosso interesse da parte degli imprenditori per capire come poter utilizzare determinate leve all’interno di una strategia di crescita aziendale. Questo non solo è cosa buona e giusta, ma è l’unico modo per poter affrontare con le corrette competenze un percorso tanto imprescindibile quanto strutturato e complicato.

Ciò che però è estremamente importante che capiscano gli imprenditori è che il marketing non è la Panacea che risolve tutti i mali e non è quel tipo di disciplina che da sola può portare al successo un’impresa.

Il marketing funziona in un’impresa che funziona.

Se l’impresa ha tutta una serie di problemi, non sarà certamente il marketing a farla uscire dalle sabbie mobili.
Un’impresa è un ecosistema fatto di persone, reparti, funzioni, procedure, tutti a disposizione uno dell’altro e tutti determinanti per un solo obiettivo finale: il successo dell’azienda.

Tu puoi avere un marketing estremamente strutturato ed efficace, ma se ti avvali di collaboratori o di persone che non sposano una causa aziendale e non lavorano per portare nel sistema il valore aggiunto a loro richiesto, stai semplicemente buttando via i quattrini.

Nel caso di questa settimana l’azienda in questione potrebbe essere estremamente virtuosa dal punto di vista degli investimenti e delle attività di marketing, ma se si avvale di collaboratori che non sono altrettanto preparati nel rispettare la politica aziendale resta una realtà con degli handicap.

Il tema delle risorse umane è stato trattato molte volte dal sottoscritto nell’area del marketing e delle vendite. Non c’è marketing automation, Big Data e Business Intelligence che tengano.
Nel B2B ci sarà sempre bisogno del valore dell’uomo per portare a casa trattative complesse e vendite strutturate. Anche nel B2B però ci sarà sempre meno spazio per l’uomo in tutte le attività a basso valore aggiunto e replicabili da parte dei software.

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La domanda che mi sono fatto e la riflessione che mi sono posto dopo aver sentito quella frase è quindi proprio questa:

basta un nulla per poter precludere il risultato finale.

Una frase sbagliata, dei tempi non rispettati, un errore imprevisto.
Tutti vogliono vendere e crescere ma pochi capiscono l’importanza di avere una macchina perfetta in tutti i suoi componenti.
Un marketing forte messo a disposizione di un back office o di una rete vendita che tratta male i clienti, gestisce superficialmente le fasi di vendita, lavora male le opportunità di business, determina comunque risultati inferiori a quelli che si potrebbero ottenere in un contesto diverso.

L’invito che ti pongo quindi è quello di fare una profonda riflessione sul tutte le aree che compongono il tuo ecosistema aziendale.
E parlo di tutte le persone e i reparti che sono coinvolti direttamente o indirettamente con il marketing e le vendite dell’impresa.
Ma ciò che ti esorto a fare è una profonda analisi su tutte le persone e i processi che si interfacciano in maniera diretta con i clienti.

È estremamente importante che il front-office, ovvero chi si interfaccia con chi dà i soldi alla tua azienda, sia di livello primario.

Non puoi permetterti oggi che un cliente venga trattato male o comunque venga gestito con superficialità.
È estremamente facile per lui cambiare opinione sulla tua azienda in un secondo e peggio ancora decidere di non volersi avvalere più dei tuoi prodotti o dei tuoi servizi.

Io per primo conosco le incredibili difficoltà che ci sono nel mantenere alti standard di performance occupandomi con le mie aziende di servizi.
Nel contesto dei servizi, ad esempio, tutto dipende dalle risorse umane che devono essere quindi estremamente allenate e preparate per dare sempre il meglio di sé ai clienti.
Questo vale anche per il ristorante citato in questo post.
Tu puoi avere un marketing “macchina da guerra” ma se il cameriere gioca male le sue carte con una frase maldestra, la sua azienda subisce danni concreti.

Ti sei mai posto questo tipo di riflessione?

Ti è chiaro il fatto che puoi darti da fare progettando le migliori attività di marketing ma poco otterrai se tutta l’impresa non è preparata ad andare di pari passo?

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La mia esperienza è quella per cui gli imprenditori italiani vedono purtroppo il marketing come un’attività fine a sé stessa. Non vedono il marketing come un asset strategico e non lo considerano come un componente di un sistema unico e decisamente più complesso.
Il marketing ha delle enormi capacità e delle straordinarie funzionalità ma il risultato finale, quello dell’acquisizione e del trattenimento di nuovi clienti, dipende anche da fattori che sono vicini al marketing ma non sono necessariamente il marketing.

Ci sono nella tua impresa procedure scritte che fanno capire alle persone come devono gestire al meglio tutte le attività e le situazioni in cui il marketing opera?
Esiste una piena consapevolezza che il marketing è solo un ingrediente fondamentale all’interno di una ricetta più ampia?
Come valuti la tua impresa dal punto di vista del mix di forze tra persone e processi all’interno del contesto marketing e vendite?

Come sempre se ritieni che la situazione sia quantomeno migliorabile, l’invito che ti pongo è quello di parlarne con chi si “sporca le mani” quotidianamente con questo tipo di situazioni.
Ciò che ti propongo è un semplice CHECK UP di approfondimento, assolutamente GRATUITO, grazie al quale sarà possibile capire lo stato dell’arte della tua impresa e valutare attentamente le opportunità concrete di sviluppo, con relativi benefici.

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Avrai la possibilità di valutare un’analisi di ampio spettro, anche sulle persone e sui processi.
Anche questo è marketing!

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Ecco come un investitore valuta se l’acquisto di un’impresa sia un affare o meno

La scorsa settimana ho avuto il piacere di partecipare al 33° convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria all’interno del quale ho fatto parte della giuria dell’evento Startup competition.

La manifestazione aveva l’onere e l’onore di premiare una tra le 10 idee finaliste all’interno di un progetto volto a sostenere il lancio di nuove start up innovative.

La giuria era composta da un paniere di professionisti provenienti da mondi diversi con più di qualche membro che opera quotidianamente per conto di fondi, acceleratori di impresa oppure business angels.

Ho avuto modo quindi di vedere all’opera veri e propri tagliatori di teste delle idee imprenditoriali che si sono dati da fare nel mettere sotto pressione i vari candidati con domande puntuali funzionali a capire nel dettaglio la loro idea di business.

Premesso che mi sono trovato estremamente a mio agio in questo tipo di contesto e che non è certamente una novità per me conoscere le modalità di approccio di questi professionisti al mondo delle imprese, mi ha fatto estremamente piacere avere l’ennesima conferma di quali siano i parametri più importanti per gli investitori, che devono valutare se aiutare o meno un’impresa con i propri capitali.

Ci sono state quasi sempre delle domande ricorrenti che venivano fatte ai concorrenti e che dimostravano molto chiaramente quali fossero i pilastri su cui si basavano le valutazioni di queste persone.

Naturalmente questo tipo di domande sono quelle che qualsiasi imprenditore dovrebbe porsi, non necessariamente per valutare l’ipotesi di ottenere dei capitali di terzi o addirittura di vendere la propria impresa, ma per capire quanto essa possa essere forte o meno all’interno del mercato in cui compete.

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Il collegamento che voglio fare con questo post è infatti proprio questo.

L’imprenditore virtuoso, dal mio punto di vista, è quello che si trova a capo di un’impresa pronta per essere venduta e per raccogliere il massimo del valore economico possibile da questa operazione straordinaria.

Ritengo estremamente interessante questo esercizio che è quindi quello di ipotizzare la vendita della propria impresa “domani mattina” e capire quanto questo tipo di operazione potrebbe portare nelle casse della proprietà.

E allora quali sono i parametri di valutazione che interessano agli investitori e quali sono le domande chiave alle quali ognuno di noi dovrebbe essere in grado di rispondere dal momento in cui si volesse sapere se la propria impresa è appetibile per il mercato degli investitori oppure no?

La maggioranza delle domande in questione sono relative al mondo del marketing e dell’organizzazione commerciale dell’impresa.

Senza voler fare un ordine di importanza e quindi di priorità, vado quindi a citarti le domande che più frequentemente venivano poste ai candidati in maniera tale che tu possa capire concretamente che cosa interessa a chi è abituato ad “annusare gli affari” guardando al mondo delle imprese:

  • Quali sono gli elementi differenzianti rispetto i principali competitor in questa idea di business?
  • Quanto dura il ciclo di vendita?
  • Qual è il sistema di marketing e vendite che giustifica i ricavi presunti nel business plan?
  • Com’è possibile pensare di ottenere quei fatturati senza un adeguato budget di marketing nel business plan?
  • Quali sono i costi di acquisizione cliente?
  • Qual è il lifetime value dei clienti?
  • Quanto è scalabile il business in funzione del suo modello e del mercato potenziale?
  • Quanto dipende l’impresa da determinate persone?

Sostanzialmente le domande che venivano poste tendevano a esplorare i seguenti elementi strategici:

  • Posizionamento strategico: quali sono gli elementi di innovazione nel business proposto?
  • Marketing: quali sono le leve del piano marketing e quale il budget previsto all’interno del conto economico?
  • Quanto il business può essere moltiplicato, grazie ad una scalabilità del mercato e una capacità di acquisizione nel tempo di nuove quote di mercato?
  • Quanto costa acquisire 1 cliente e quindi quanti soldi servono per ottenere i fatturati previsti?
  • Quanto dura la relazione con il cliente? Quanto rende esso all’impresa nel tempo?

Penso che non serva che ti dia la risposta a queste domande.

Hai certamente capito quali devono essere quelle affermazioni che possono dare tranquillità agli investitori e valorizzare la tua impresa oppure la tua idea imprenditoriale.

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Tutti questi principi sono assolutamente importanti anche se tu volessi vendere la tua impresa domattina.

Quanto avanti andrebbe il business senza di te?

Ci sono processi consolidati che prescindono dalla presenza dell’imprenditore?

Esiste un sistema marketing > vendite che permetta all’impresa di continuare il suo percorso di crescita?

In sostanza: quanto vale l’impresa e quanto potrebbe essere valorizzata economicamente in caso di compravendita?

Tutte queste riflessioni sono estremamente importanti per capire quanto solido sia il business di un’impresa e quanto essa valga.

Avresti saputo rispondere alle domande che sopra ti ho elencato?

La tua impresa dipende strettamente dalla tua presenza e da quella di alcune persone fisiche oppure detiene un patrimonio di processi e procedure che possono essere portati avanti anche al cambiare delle risorse umane?

Esistono idee estremamente chiare nell’area marketing e vendite?

Conosci bene tutti i dati legati ai clienti come il costo di acquisizione, la durata della sua vita, il fatturato medio, le marginalità?

Se ti sembra di essere distante dalla conoscenza e dal possesso di un sistema non puoi fare altro che armarti di pazienza ed iniziare a costruire questo tipo di asset.

Non c’è alternativa, non c’è scorciatoia, non ci sono bacchette magiche.

Naturalmente tutti questi temi ti devono interessare solo se vuoi avere tra le mani un giocattolino di un certo valore e non una mera soluzione al pagamento di uno stipendio.

Se ritieni di aver bisogno di aumentare il valore della tua impresa e creare un sistema marketing e vendite scalabile non devi attendere ancora: riempi il form che trovi qui oppure chiama l’800- 123784 per poter organizzare un incontro gratuito e fare un CHECK-UP della tua impresa.

Rendi la tua impresa un gioiello che aumenti di valore con il tempo, crea la situazione che vogliono tutti gli uomini di business e gli investitori.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Il marketing di un’impresa non va mai in ferie

Veniamo subito al dunque.

Tu puoi anche andare in ferie, qualche settimana di meritato riposo non si nega a nessuno, l’importante però è che il tuo marketing continui a lavorare per te.

Il marketing di un’impresa, infatti, non chiude mai, non sa cosa siano le ferie, non conosce la fatica.

E quindi la riflessione di oggi è questa:

mentre tu sarai nel pieno del relax, da qualche parte nel mondo, il marketing della tua impresa continuerà a fare il suo sporco dovere?

 

Immagina di avere una macchina sempre in moto, un processo costantemente al lavoro, indomito. Questo deve essere il tuo marketing, se non lo è già.

Il marketing è un insieme di processi che vedono coinvolti le persone ma anche i sistemi, le automazioni, le potenzialità offerte dal web.

C’è una parte di marketing che può lavorare di notte, la domenica, ad agosto e in qualsiasi momento in cui l’uomo non c’è.

Una landing page, una sales letter, dei video, un report, dei file audio sono strumenti di marketing. Vanno a dormire?

NO.

Vanno in ferie?

NO.

Si lamentano perché sono stanchi?

NO.

E allora perché mai non dovresti sfruttare questa opportunità?

Il problema è che gran parte delle PMI italiane non sa nemmeno cosa sia tutto ciò.

Stiamo già ricevendo moltissime email di avvisi di chiusura per ferie.

La solita storia.

Chiuso tutto, agosto non esiste, la macchina si ferma.

Di marketing, azioni commerciali, campagne di promozione della propria impresa, se ne riparla da metà settembre.

Questo va benissimo. Per la concorrenza.

Se anche al tua impresa opera così hai un grande problema. E stai lasciando che i clienti vadano dagli altri. Perché ci sono aziende sul pezzo che ad agosto, sono presenti, lavorano, danno informazioni, rispondono al telefono e alle email, danno feedback agli stimoli del mercato.

Oggi ti voglio parlare di tutto quello che può fare il marketing per te, senza l’ausilio di risorse umane, anche mentre te ne stai comodo in vacanza.

Senza fare riferimento a situazioni troppo complicate, come chat bot o funnel di marketing automation che utilizzano software complessi, torno a evidenziarti alcuni strumenti, semplici, come quelli elencati in precedenza.

Una campagna su Google, Facebook o Linkedin non deve per forza essere messa in pausa, anzi.

Ora devi pensare per un attimo ai tuoi clienti. Pensa al mercato.

Se poi operi a livello internazionale puoi capire ancora meglio che cosa intendo.

Vanno tutti in vacanza?

Fanno tutti come te?

Staccano del tutto?

Il mondo si ferma?

NO!

Ad agosto si può lavorare alla grande, generare lead, coltivare opportunità commerciali, gettare le basi per situazioni da gestire anche al rientro delle ferie.

L’importante è che la tua impresa possa rispondere correttamente gli stimoli del mercato.

Avere un’azienda organizzata in questo modo, al giorno d’oggi,  è semplicemente un obbligo, un must e non il contrario.

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Naturalmente il marketing è fatto di strumenti ma essendo un processo propedeutico all’attività commerciale e ancor di più in contesti business-to-business, dobbiamo essere consapevoli che ci sono delle fasi che competono all’uomo, non sono delegabili a strumenti e sono di importanza fondamentale per la riuscita del processo di vendita.

E allora come gestire tutto ciò durante il periodo delle ferie estive?

Premettiamo un concetto estremamente semplice.

Nel B2B le vendite sono caratterizzate molto spesso da cicli di vendita piuttosto lunghi, con scelte fatte da più persone che nell’arco di un periodo di tempo completano le valutazioni opportune per valutare se acquistare o meno un prodotto o un servizio.

La situazione ideale è che nel mese di agosto ci sia all’interno della tua impresa almeno una persona che possa rispondere attivamente, de visu, interagendo con i clienti fisicamente, se necessario, al fine di avere una copertura completa di tutte le fasi che contraddistinguono il processo marketing e vendite.

Questa persona serve per gestire le situazioni commerciali più calde, quelle che non possono essere spostate a settembre perché altrimenti il rischio sarebbe quello di perdere l’opportunità.

Per il resto, come ti scrivevo in precedenza, tutte le attività di lead generation e di nurturing sui clienti potenziali sono faccenda di strumenti di marketing che non coinvolgono le persone. Conseguentemente sono attive sempre, agosto incluso.

Avere delle campagne attive anche nel mese di agosto, che hanno la funzione di generare lead e coltivare clienti potenziali, non è faccenda che implica l’utilizzo di risorse umane.

Avere dei software che mandano dei materiali dedicati ai clienti potenziali, che ne hanno fatto richiesta affinché possano saperne di più sul prodotto o servizio che offri e sui problemi che esso risolve, non è faccenda che necessita di risorse umane.

Verificare se quei clienti hanno ricevuto e consultato i materiali di marketing non è faccenda che necessità di risorse umane.

Insomma ci sono molte attività peculiari della parte superiore del funnel marketing e vendite che sono assolutamente delegabili a strumenti e software.

Questo è quel pezzo di marketing che non si deve fermare mai.

Naturalmente se riceverò a ferragosto il contatto di un cliente potenziale che saprò aver ricevuto e consultato i miei materiali di marketing e che mi esplicita una volontà chiara di passare allo step successivo… dovrò avere un’azienda pronta a dare un feedback “umano” a questo tipo di interlocutore nel minor tempo possibile (che non è il 27 agosto, al rientro delle ferie).

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Il messaggio che voglio dare è quello di non fermare MAI la macchina funzionale a generare lead e funzionale a distribuire contenuti informativi verso il mercato, ovvero tutti quei materiali che fanno capire bene i problemi che la tua impresa risolve e l’originalità delle metodiche con cui lo fa.

Tutte queste azioni, che sono di lead generation e nurturing, sono sempre attive nell’impresa e lavorano 365 giorni l’anno H24.

Nelle PMI italiane spesso il problema non è la messa in stand-by di queste attività quanto la mancanza totale delle stesse. Il problema non è tanto nel mese di agosto ma costantemente durante tutto l’anno solare, da gennaio a dicembre.

In che situazione ti ritrovi in questo momento?

Il tuo marketing genera costantemente opportunità di business ma nel mese di agosto hai deciso di fermarle?

Oppure non hai un marketing che genera opportunità commerciali nemmeno durante il resto dell’anno?

Fai invece parte di un’azienda virtuosa che si comporta in modalità “sempre aperti” come ho descritto in questo post?

Spero per te e per la tua impresa che l’ultima casistica sia quella che ti appartiene.

Nel caso così non fosse inizia a contattarci immediatamente per vedere quali sono i tempi di risposta della nostra struttura.

Perché, naturalmente, ciò che facciamo per gli altri e ciò che costantemente facciamo per noi stessi.

La nostra impresa risponde agli stimoli di mercato costantemente, Natale, Pasqua e Ferragosto inclusi.

Il marketing di un’impresa deve essere come il servizio del 118.

 

Esiste un momento dell’anno in cui il Pronto Soccorso chiude per ferie?

La risposta la conosci bene ed è la stessa che dovresti dare per le attività di marketing della tua impresa.

Se vuoi passare allo step successivo e impostare una struttura che ti permetta di arrivare a questo punto, devi fare una sola cosa, estremamente semplice e veloce: RIEMPI IL FORM che trovi qui e chiedi una consulenza gratuita funzionale a fare l’analisi del marketing della tua impresa.

Ti aspetto. Trasformeremo la tua impresa nel 118☺!

P.S. Se preferisci chiama l’800-123784.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Chi è il responsabile di un marketing che non funziona

Mi capita molto spesso di interagire con imprenditori e manager che parlando di marketing fanno riferimento ad esperienze negative del passato.

Quando si parla quindi di attività e di opportunità relative a processi legati al marketing, una delle prime problematiche da affrontare è quella di capire quale sia l’atteggiamento sul tema di chi sta dall’altra parte.

Ho avuto delle esperienze negative”, “l’agenzia che mi ha seguito ha fatto un disastro”, “ho investito dei soldi ma non ci sono stati i ritorni”, “ho buttato via un sacco di tempo e danaro”, sono queste le frasi che sento con una certa frequenza durante gli incontri che faccio all’interno delle imprese italiane.

È doveroso quindi aprire un capitolo importante che faccia chiarezza su come l’imprenditore deve affrontare questo tema e su quali siano gli atteggiamenti giusti ed equilibrati nell’affrontare serenamente la discussione.

Al fine di avvalorare la mia tesi, che ti esporrò tra brevissimo, vado a fare due esempi veloci che possono aiutarmi a farti capire ciò che intendo.

Uno lo faccio prendendo spunto dal mondo del calcio, visto che l’Italia è il paese dove c’è il maggior numero di intenditori…

Hai mai sentito un presidente di una società che giustifica i fallimenti degli ultimi anni usando la motivazione degli allenatori che ha avuto a disposizione?

Se una società di calcio non va bene e non ottiene i risultati previsti, gli allenatori li esonera, li sostituisce, ma certamente continua il suo percorso orientato al raggiungimento del risultato. Questo perché l’allenatore è il tassello di un mosaico, è un pezzo del sistema.

La società è il sistema, l’allenatore ne è un componente.

Ecco perchè non sentirai mai un presidente giustificare i fallimenti della sua società dando la responsabilità all’allenatore.

Il presidente di una società, come un imprenditore, rimane comunque il primo ed unico responsabile finale dei risultati che la sua società ottiene.

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Facciamo un secondo esempio all’interno dell’industria del vino.

Hai mai sentito il proprietario di un’azienda vinicola giustificare la mancanza di premi internazionali oppure lo scarso appeal dei suoi prodotti citando il suo enologo come il responsabile di queste situazioni?

È vero che l’enologo è il responsabile della produzione del vino e conseguentemente di tutti quegli aspetti che caratterizzano tecnicamente il prodotto, ma se un’azienda vinicola non ha successo la responsabilità è di chi la rappresenta e non certamente di chi ne fa parte.

Con il marketing vale la stessa cosa.

Il problema principale di questo meccanismo contorto, per il quale spesso gli imprenditori non si accollano le responsabilità di un marketing scarsamente efficace, deriva dal fatto che gli stessi ritengono che il marketing sia un qualche cosa che non faccia parte dell’impresa.

Il marketing viene visto come un servizio erogato a spot da esterni e non come una parte integrante dell’impresa.

Se invece guardassimo al marketing per quello che è, ovvero un driver strategico aziendale e in quanto tale un reparto strategico dell’impresa, capiremmo che tutte le riflessioni legate ad esperienze negative fatte nel passato non hanno senso di esistere.

Il marketing non è e non deve esser visto come un servizio erogato da terzi, utilizzati dall’impresa saltuariamente e non deve essere valutato in funzione della bontà o meno del lavoro fatto da altri.

IL MARKETING È AZIENDALE, il marketing è un reparto dell’impresa, il marketing è una parte delle attività quotidiane che caratterizzano l’attività aziendale.

Il marketing deve essere considerato alla stregua della produzione.

Se i prodotti oppure i servizi che vendi non trovano il gradimento del mercato non andrai a cercare le responsabilità fuori dalla tua azienda.

La stessa cosa vale per il marketing.

Anche se l’imprenditore si avvale dell’outsourcing e coinvolge consulenti o agenzie esterne per il SUO MARKETING, deve essere consapevole e rendersi pienamente conto che la responsabilità di quel output fa capo a lui e solo a lui.

Il marketing, buono o cattivo che sia, efficace o meno che sia, è un’attività aziendale. E come tale, ribadendo il concetto del principio della causatività per il quale qualsiasi effetto delle attività dirette e indirette di un’impresa faccia capo a cause che partono dai vertici della stessa, fa capo alle responsabilità aziendali.

Naturalmente un altro grande tema è quello legato alla responsabilità di chi eroga servizi di marketing, operandovi ogni giorno. Ma questo non è l’oggetto del post. Lo affronteremo, senza problemi di sorta, in una delle prossime puntate.

Ricordati quindi, caro imprenditore o manager timoniere d’azienda:

IL MARKETING È UN REPARTO DELLA TUA IMPRESA e deve essere identificato come co-autore di risultati chiari ed attesi di cui, senza ombra di dubbio, deve essere corresponsabile.

Ma ricordati altrettanto bene che le responsabilità finali dei risultati prodotti dal marketing, sia esso interno o esterno all’impresa, fanno capo alla proprietà e al top management dell’azienda stessa.

Qualsiasi altro tipo di approccio non fa altro che togliere le responsabilità ai giusti interlocutori che se le devono assumere.

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Vuoi fare una valutazione di come il marketing in outsourcing possa essere implementato con attori che assumono un atteggiamento di responsabilità al fine di ottenere un risultato comune?

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Non aspettare. Funziona!

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

“Andrea, stava segando il ramo dell’albero su cui sedeva”

“Andrea, stava semplicemente segando il ramo dell’albero su cui sedeva….”.

Questa senza dubbio è la frase della settimana. Mi è stata detta da un cliente, durante l’ultima riunione in cui l’ordine del giorno era il punto su un progetto di marketing che stavamo sviluppando con la sua azienda.

Oggi desidero parlare di quelli che tecnicamente si chiamano Scollaboratori, con la esse, ovvero i collaboratori al contrario. Intendo le risorse umane negative, quelle che vanno assolutamente escluse da qualsiasi contesto di operatività aziendale.

E desidero approfittare del tema per dare alcuni messaggi importanti, che accompagnano la tesi finale.  Lo farò, come sempre, attraverso una comunicazione estremamente semplice quanto immediata.

  • Marketing e vendite operano in scenari complessi.

Fare marketing e vendere, all’interno di un’impresa, significa implementare delle attività tanto entusiasmanti quanto complicate, se si vogliono affrontare ad un livello professionale, ovvero finalizzate a creare un modello, un sistema AZIONE > REAZIONE che possa essere replicato e scalato nel tempo.

La riuscita di un progetto dipende moltissimo dal coinvolgimento di tutte le risorse umane in esso impegnate.

Nonostante oggi si senta parlare sempre di più di intelligenza artificiale, di automazioni e di software, anche nel mondo del marketing, l’importanza del lavoro dell’uomo e dei cervelli coinvolti in un progetto sono determinanti per la sua riuscita.

  • Chiunque lavora in un’impresa dovrebbe avere in testa una cosa sola: il bene dell’azienda prima ancora dei propri interessi personali.

Spesso chi lavora in un’impresa pensa prima ai propri interessi personali di quelli aziendali. Il problema è che se l’impresa va male anche chi ne fa parte verrà coinvolto conseguentemente in una situazione di negatività.

L’impresa deve stare bene per far stare bene chi ci lavora.

Questa è una regola sacra, tanto banale quanto poco considerata da molte risorse umane impiegate all’interno delle imprese.

  • Fare il dipendente non è più tanto sicuro come una volta.

Una volta si sentiva parlare molto di sicurezza, soprattutto da chi all’interno di un’impresa lavorava come dipendente.

Oggi questi discorsi sono molto meno usuali nelle conversazioni quotidiane. Come mai?

Semplicemente perché oggi tutto è meno sicuro.

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Puoi lavorare in una grande, media o piccola impresa ma sicurezza, soprattutto nelle relazioni di lavoro, è un termine anacronistico, poiché anche un dipendente con un contratto a tempo indeterminato oggi può campare di NASPI domani.

Tutto ciò premesso, arrivo al dunque.

Ci sono aziende in cui entriamo nelle quali capita di trovare, all’interno del gruppo di lavoro che andiamo a creare, funzionale all’implementazione di un progetto marketing > vendite, i collaboratori al contrario, gli SCOLLABORATORI.

Si tratta di risorse umane negative che mai e poi mai vorrei avere nel mio team di lavoro.

Sono caratterizzate in primis da una grande paura di sconvolgere la propria routine quotidiana.

Qualsiasi cosa venga fatta nella loro azienda, che possa cambiare il quotidiano, i loro equilibri personali, le loro zone di comfort, viene assolutamente osteggiata.

L’atteggiamento di queste persone, solitamente, emerge quasi da subito.

Gli Scollaboratori pongono resistenze più o meno esplicite a processi, attività e azioni previste nel progetto.

Se cerchi quindi di implementare un piano, di attivare azioni nuove, di costruire qualche cosa di diverso rispetto all’ordinario all’interno di un progetto, ti ritrovi ostacolato senza mezzi termini.

Il lavoro degli Scollaboratori è spesso subdolo perché cercano di mettersi contro le nuove forze senza far apparire alcuna anomalia agli occhi dell’imprenditore.

Gli Scollaboratori non portano energia positiva ma diffondono forze centrifughe negative.

Avere uno o malauguratamente più Scollaboratori all’interno di un gruppo di lavoro, in un progetto di marketing e vendite, significa diminuire considerevolmente le probabilità di successo del piano.

Ecco perché è determinante che un team, soprattutto se composto da un mix di persone interne all’impresa a cui si aggiungono risorse in outsourcing, deve essere caratterizzato da un grande equilibrio e feeling lavorativo.

Gli interessi sono comuni perché il fine ultimo deve essere il bene dell’impresa.

L’azienda che sta bene di salute e che opera al meglio nel mercato, acquisendo con costanza nuovi clienti e mantenendo nel tempo quelli attivi, non può che rappresentare uno scenario all’interno del quale chiunque ne trae beneficio.

Non c’è quindi motivo alcuno per cui una risorsa umana debba temere il cambiamento.

Spesso, purtroppo, così non è.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

“Andrea, stava semplicemente segando il ramo dell’albero su cui sedeva….”.

Questa è la frase della settimana, dicevo a inizio post, ed è quella che un imprenditore – cliente mi ha proferito parlando di una risorsa umana che da poco aveva… licenziato.

Si trattava di un Scollaboratore inserito all’interno di un progetto nel quale eravamo co-protagonisti e nel quale, fatto non secondario, deteneva pure un ruolo di responsabilità.

L’imprenditore del caso, però, è una persona non solo con un’intelligenza superiore alla media ma anche uno di quelli che non ha voluto fermarsi alle prime ostilità, visto che il progetto che si sta svolgendo nella sua impresa è un percorso in cui CREDE MOLTISSIMO.

CREARE VALORE per un’impresa deve essere il solo fine da considerare come obiettivo primario per chiunque ne venga coinvolto; dipendenti, collaboratori esterni, clienti e fornitori, non cambia.

Se crei valore, a prescindere dal ruolo che hai, difficilmente verrai allontanato da quell’impresa.

Questa è la regola.

Semplice ma non scontata.

Crea valore e vedrai che il lavoro non mancherà MAI.

Ritieni di avere degli Scollaboratori in azienda?

Lo sai che le statistiche dicono che possono essere il 20% del team?

Crei a tua volta valore per i tuoi clienti?

Sappi che conosciamo bene gli equilibri aziendali e proprio per questo abbiamo creato dei sistemi di intervento in outsourcing che perfettamente si integrano con le risorse umane dell’impresa.

Marketing e vendite necessitano oggi di uno staff di persone difficilmente presente in una PMI italiana.

Chiama ora l’800 123784 oppure riempi il form che trovi qui se vuoi aumentare le vendite in Italia o all’estero.

E non preoccuparti, agli Scollaboratori ci pensiamo noi.

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