Tag Archives: consulente marketing

Quando le aziende sono in ostaggio dei propri dipendenti, collaboratori e consulenti

Esiste un mix di elementi che può letteralmente spegnere i motori e di conseguenza fermare l’espansione di un’impresa.

L’argomento che affronteremo oggi non è assolutamente appannaggio di pochi, ma caratterizza molte (troppe) imprese italiane, soprattutto quelle guidate dall’imprenditore – proprietario.

Oggi parliamo delle imprese ferme (o scarsamente dinamiche, cambia poco) a causa di una forza negativa interna: la resistenza al cambiamento di chi in azienda ci lavora, ovvero dipendenti e collaboratori.

Sembra un assurdo ma è una realtà.

Ci sono moltissime aziende, naturalmente PMI, che non riescono ad implementare dei progetti, portarli avanti nei modi necessari e dovuti a causa dell’inerzia, della resistenza e alle volte ad una presa di posizione ostacolante da parte dei dipendenti o collaboratori che in quelle imprese sono impiegati e da cui prendono lo stipendio.

La resistenza al cambiamento è un fenomeno frequentissimo, è il primo sentimento che quasi tutti hanno di fronte a qualcosa che cambia, in modo più o meno radicale, le proprie abitudini quotidiane.

È scontato osservare il fatto che UN’IMPRESA È UN ECOSISTEMA DINAMICO e come tale non può rimanere ingessata con attività, procedure e azioni consolidate nel tempo.

I mercati, i clienti, le tendenze ed i bisogni cambiano nel tempo; conseguentemente un’impresa che vuole stare nel mercato deve costantemente adeguarsi a ciò che il mercato le chiede.

Se da una parte la resistenza al cambiamento può essere anche capita (non giustificata) ciò che non deve invece accadere è che chi dirige quell’impresa si adegui all’immobilismo, accetti il non agire dettato dagli uomini che lo attorniano.

Uno dei motivi che spesso determina il non agire è determinato da quello che io definisco “LA ERRATA CONDIVISIONE PLENARIA”. Ovvero la situazione nella quale l’imprenditore condivide scelte strategiche, ad esempio di marketing,  con tutta la pletora aziendale. Commettendo il grave errore di non decidere o di ascoltare anche chi non ha alcuna competenza per fare delle valutazioni nel merito.

Il marketing deve ascoltare le vendite. Sempre. Perché chi si occupa di vendita è in prima linea, parla con il mercato, raccoglie le sensazioni, interagisce con i clienti.

Ma cosa può succedere se parlo con una rete di agenti plurimandatari di temi legati al posizionamento del marchio? Che riceverò un sacco di segnali errati, molte proposte da hard discount e così via.

Sono pochi gli uomini di vendita che possono avere anche competenze di marketing.

Semplicemente perché sono mestieri diversi.

Con la differenza che oggi il 75% del risultato di vendita è determinato dal marketing.

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

La scorsa settimana, in una delle tante “riunioni plenarie” a cui mi trovo costretto, mio malgrado, a presenziare, stavo con l’imprenditore ed uno dei suo commerciali. Un venditore, in sostanza. Il quale, in un’azienda che fa zero attività di marketing, spingeva la sua tesi che la prima cosa da fare era l’implementazione della rete vendita. Conseguentemente, con grande fatica e contenendo le mie vere emozioni, sono stato mezz’ora a spiegare che quella non era la strada giusta. Cosa abbiamo ottenuto? Che abbiamo perso tutti mezz’ora. 

Ma non ci sono solo i venditori che influenzano le scelte di marketing dell’imprenditore. Ci sono anche i consulenti dei quali lui si fida ciecamente.

Ad esempio il commercialista.

Sembra incredibile ma moltissime volte ci sentiamo dire:

“Devo chiedere al mio commercialista se affrontare o meno questo investimento”.

Il che, se fosse inteso dal punto di vista finanziario, potrebbe anche essere accettato.

Ma spesso il ricorso al commercialista è per valutare la portata del marketing e non finanziaria dell’operazione.

Ovvero l’imprenditore chiede consiglio al commercialista per un investimento di marketing.

Ma che ne può sapere lui del marketing? Sono molti di più i commercialisti che oltre a sapere nulla di marketing conoscono ben poco anche di fisco e tasse…

Poi, naturalmente, il commercialista sconsiglia. Troppo rischioso. E azienda ferma.

Caro imprenditore ricordati sempre questo: tutti vogliono difendere il proprio territorio, fare la minore fatica possibile per continuare ad avere ciò che hanno, rischiare il meno possibile. Anche nella tua azienda.

Ovvero tutti vorrebbero fare ciò che il marketing non ti fa fare.

Per fare marketing per bene è necessario abbattere le remore ed i timori di tutti, perché senza un gioco di squadra ed un team affiatato dove tutti remano nella stessa direzione è impossibile ottenere dei risultati.

Fare marketing oggi, soprattutto per un’impresa che da questo punto di vista è al palo oppure a livelli estremamente basici, significa investimento di risorse, test, errori, tensioni.

Fare marketing richiede strategia, analisi, abnegazione, resistenza al dolore, resilienza.

Chiunque sia avanti nel marketing potrà testimoniarti tutto ciò.

Fare marketing significa mettere nel conto momenti di crisi, risultati che latitano, esperienze negative, tempo che corre, danaro che esce.

Per poi ottenere RITORNI TANGIBILI, riscontri oggettivi, clienti che aumentano, danaro che torna nelle casse dell’azienda.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Senza il rischio, la fatica, il tempo e gli investimenti non ci possono essere dei ritorni.

Senza le persone giuste ed un team che condivide lo sforzo non si ottiene nulla.

Ma il comando, le scelte strategiche, la rotta, deve far capo alla parte più ristretta del management e alla proprietà. Non ad altri.

Quindi, caro imprenditore, per il principio della causatività, ricordati che sei artefice dei tuoi risultati. Nel bene e nel male. E se ti circondi di yes men e di persone che frenano le azioni che servono alla tua impresa sei nel bel mezzo di un problema, causato da te.

Circondati delle persone giuste, coinvolgi (se serve) il commercialista per parlare solo dei flussi di cassa, comunica a chi fa parte della tua impresa quale sia la visione aziendale, le mete, i mercati, il posizionamento di marketing.

Scelte strategiche, queste, tanto fondamentali quanto necessarie  per il benessere di un’impresa e che fanno capo a te e solo a te.

Senti tutti ma poi prendi una decisione.

Non far vincere l’immobilismo.

La tua impresa non può permetterselo.

In conclusione: in che scenario ti trovi?

La tua azienda è dinamica, ha una chiara strategia su dove andare, è veloce nel cambiare rotta se necessario?

Le scelte strategiche sono in mano a pochi manager che hanno potere decisionale?

Oppure, come spesso accade, sei pieno di ministri senza portafoglio che hanno il solo obiettivo di mantenere la loro zona di comfort?

Se sei nella melma devi intervenire immediatamente.

Chiama ORA l’800-123784 oppure riempi questo form.

È pronto un team di professionisti che conosce molto bene queste situazioni.

E conosce i modi per iniziare un percorso di cambiamento (perché di questo si tratta).

Non lasciare passare altro tempo, non paralizzare un contesto che per sua natura deve essere ricettivo, dinamico, snello e… veloce.

P.S. Sappi che i nostri sistemi mettono al bando le riunioni plenarie senza ordine del giorno e senza decisioni operative.

La democrazia nel Marketing non funziona

Sono appena rientrato da un meeting molto interessante. Ho incontrato un consorzio di imprese che lavorano nel mondo dell’informatica e dell’IT.

Sono 23 aziende che hanno deciso qualche anno fa di unirsi. L’unione fa la forza. Così si dice. Oppure l’unione ti blocca. Ti fa stare fermo come il simpatico criceto maratoneta nella sua bella ruota. Dipende.

Di consorzi e progetti di rete ne abbiamo visti molti in questi anni.

Nel 99% dei casi non abbiamo combinato nulla. Nel senso che abbiamo parlato, parlato, parlato ma quagliato zero. Ci siamo impegnati nello studiare i migliori progetti di marketing per le situazioni in cui eravamo coinvolti. Abbiamo proposto anche degli ottimi percorsi. Ma quasi mai sono stati accettati.

Come mai?

Il motivo è molto semplice:

Troppi interlocutori.

Troppe teste.

Troppe opinioni.

Nel marketing la democrazia non funziona.

Se metti quattro imprenditori italiani attorno ad un tavolo puoi stare certo che se ne uscirà un nulla di fatto. E’ come avere 4 soci al 25% senza deleghe. Hai un’azienda ferma, ingessata.

Figurati se ce ne sono 23.

L’unico modo per il quale possiamo avere delle chances è quello di avere un interlocutore che possa decidere per tutti.

Molto spesso il non agire è molto più dannoso dell’agire male.

Se parliamo di marketing dobbiamo mettere sul tavolo le due variabili più problematiche da gestire:

PRIMA VARIABILE.

Di marketing, nelle PMI italiane, si sa ben poco.

Chi è l’esperto di marketing in azienda?

L’imprenditore? 1 su 100.

Il direttore marketing? 10 su 100 (non per colpa sua ma, poverino, se viene inserito in un contesto in cui può esprimere il 10% della sua competenza ne consegue che in un paio di anni diventa “obsoleto senza dolo”).

Il direttore commerciale? 1 su 100.

SECONDA VARIABILE.

Se si parla di marketing quasi sempre ci sono opinioni. E nel marketing le opinioni non contano. Stanno a ZERO. Nel senso che contano solo se il background di chi le esprime è suffragato da fatti e da risultati dimostrabili.

Oggi, di marketing, ai tavoli, si chiacchiera.

Allo stesso modo in cui si parla di calcio.

Tutti sono esperti. Quasi nessuno ne sa qualcosa.

Chi sta scrivendo questo post fa parte di un’agenzia dove ogni anno ci sono più di 100 nuovi case history. Trasversali. In tutti i settori. Su progetti importanti. No siti e brochure.

L’Ippogrifo® lavora operativamente per il marketing B2B di aziende italiane e straniere. Per fare sviluppo commerciale in Italia e all’estero. Da vent’anni.

Ne sapremo qualcosa?

Avremo qualcosa da raccontare al mondo?

Avremo un po’ di expertise operativa che vale più di cento manuali kotleriani?

E tutto ciò che possiamo raccontare non si trova in nessun libro. Se non nel nostro (che presto pubblicheremo ndr).

Nel marketing non serve democrazia. Serve chi assuma il comando. Onori ed oneri.

Serve che ci sia un responsabile. Il responsabile. Che può avere al fianco anche N persone. Che possono essere coinvolte nel processo e avere anche delega di responsabilità per alcuni pezzi dello stesso. Ma serve il generale. Il presidente del consiglio.

Tutte le situazioni in cui non c’è questo tipo di scenario sono a forte rischio.

Di fallimento.

Perché si va a creare un contesto dove l’armata brancaleone fatta da tuttologi non specializzati dibatte sul marketing. Cosa vuoi che ne esca?

Una frittata. Di uova scadute, però.

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

Quindi. Che fare in un’impresa per fare per bene il marketing?

L’imprenditore dovrebbe assumersene le responsabilità. E la responsabilità può essere anche quella di delegare la strategia ad un terzo.  Non dovrebbe essere così (teoria) ma per quello che è il livello di conoscenza del marketing degli imprenditori è giusto che sia così (pratica).

Nel meeting di cui parlavo a inizio post c’è stato un momento in cui abbiamo parlato di money. Vil danaro, come lo definisco io. E che cosa è emerso? Una discordanza importante tra le aspettative dei rappresentanti del consorzio ed il budget necessario per raggiungere il risultato atteso.

E quindi sono arrivato io e al sessantesimo minuto ho distrutto il castello di carta. Stop. Fine del meeting. I risultati che desideri ottenere necessitano di un budget cinque volte superiore. Te lo posso anche dimostrare. Ma non è lì che voglio arrivare. Non c’è bisogno di farlo. E’ troppo evidente. Per un professionista. Per l’amatore no.

lo vedo il marketing come una scienza. Sempre più lo sta diventando. Nel B2B ci siamo quasi. E quindi ci vogliono gli scienziati. Ma di quelli che lavorano giorno e notte per scrivere la storia di quella scienza. Ma non per scrivere dei libri. Il fine non deve essere quello. Il fine deve essere l’applicare la scienza di cui si vive ogni giorno affinché ci siano risultati concreti e tangibili. Per chi vorrà beneficiarne.

Lo scienziato / generale al tavolo DEVE dire: “Shut up! Io so e tu non sai. Quando parlo io tu ascolta. E prendi appunti.”  Come fa l’ormai mitico dott. Roberto Burioni, esempio di grande successo nel marketing e nella comunicazione in medicina.

Ovviamente stiamo usando una metafora e parlando del rapporto tra medico e paziente.

Diverso sarebbe il dibattito tra due medici (e quindi tra due professionisti di pari livello intellettuale ed esperienziale).

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Così funziona anche nel marketing.

Il cliente è il paziente.

Il professionista o l’agenzia è il medico.

Manteniamo i ruoli.

E non dibattiamo.

La democrazia nel marketing non serve.

Il tuo compito è scegliere il medico.

Il mio… fare il mio mestiere.

Au revoir.

P.S

Hai bisogno di un generale e di un plotone di soldati ai suoi ordini?

Sai già cosa fare.

Chiama l’800-123784 o riempi il form che trovi QUI.

La verità distorta che percepisci grazie ai coach. Abbasso la scorciatoia

Post veloce per esprimere un concetto molto chiaro.

L’avvento dei social network ha aperto un’autostrada a un filone che è diventato una vera e propria moda del momento. Facebook in primis ha creato delle incredibili opportunità di comunicazione per tutti. Il rovescio della medaglia è però che nella moltitudine c’è di tutto. E un po’ tutti ci si stanno buttando. Non passa giorno in cui non osservi il proliferare della nascita di nuove campagne di coach o consulenti che si propongono al mercato. Nulla di male. Le aree primarie in cui operano sono:

• Marketing
• Vendite
• Network marketing
• Finanza personale
• Mental coaching

Tutti, direi tutti, basano la propria proposizione di valore facendo leva sui problemi delle persone, tecnica di marketing corretta, ma escono con un messaggio che NON CONDIVIDO.

Vendono la SCORCIATOIA.
Vendono il tutto subito, il risultato incredibile in pochissimo tempo.

Non parlo del network marketing, della finanza personale o del mental coaching, campi in cui non opero, ma mi esprimo certamente per il marketing e le vendite. E mi esprimo per il B2B dove più il prodotto/servizio è complesso e più il ciclo di vendita potrebbe allungarsi.

Non puoi uscire con messaggi tipo:
• Raddoppia il fatturato in pochi mesi (ma se fatturo qualche milione secondo te posso ottenere questo risultato in così poco tempo?);
• Sarà tutto automatico, tu non farai nulla;
• Spara le email e poi guarda il conto in banca che cresce.

Messaggi di questo tipo fanno del male al mercato. Creano un’immagine, nell’interlocutore che legge, lontana dalla realtà. Già siamo in una condizione in cui gli imprenditori non sanno da dove partire e come muoversi nel marketing, se ancora si alimenta questo filone diventa veramente dura.

La verità, nel marketing, te la racconto io.

Non esistono processi che CAMBIANO UN’AZIENDA in poco tempo. SERVONO ANNI.
Non esistono processi di MARKETING AUTOMATICO che eliminano l’attività dell’impresa e dell’imprenditore. Che deve rimanere presente, costante, continua, pesante. Tu puoi attivare dei meccanismi di lead generation e di lead nurturing automatici che fanno un buon lavoro per te. Anche quando dormi. Questo è vero. Ma ciò non toglie il tempo, i soldi, i test, i processi con le persone coinvolte che ci saranno nella stessa azienda.
Quindi il messaggio che ti voglio dare oggi è:

• NON ESISTE LA SCORCIATOIA
• NON ESISTE IL RISULTATO ECLATANTE SENZA FATICA
• NON ESISTE IL GRANDE RISULTATO IN POCO TEMPO
• NON ESISTONO GRANDI GUADAGNI CON POCHI INVESTIMENTI

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

Aggiungo che basta fare un piccolo check di molti di questi consulenti e coach per vedere che dietro a loro c’è il nulla. Ditte individuali, srls, ltd, scatole vuote disseminate in qualche Paese a fiscalità agevolata. Attenzione. Non voglio generalizzare. E non voglio dire che tra loro non ci siano validi professionisti.
Ma lavorando da vent’anni nel marketing B2B la storia la conosco troppo bene. Ci vogliono mesi per cambiare un’azienda. Soprattutto quella italiana. E all’imprenditore devi far capire che ci vorrà tempo, pazienza, abnegazione, costanza. Senza lasciare da parte il tema del risultato. Ci mancherebbe. Viviamo per quello. Ma nei tempi e nei modi giusti.

Quindi, caro imprenditore, diffida dal messaggio 7 kili in 7 giorni. Perché perdi tempo e (pochi) soldi. Fai una fatica inutile.
La tua azienda può avere tutti i problemi del mondo. Più grandi sono i problemi e più i processi da implementare devono essere strutturati, (forse) invasivi, di lenta implementazione.

Non puoi pensare che arriva Pinco Pallino e i tuoi problemi spariscono in un botto.
Non puoi pensare che investi 1.000 e ottieni 100mila.
Non puoi pensare che inizi un intervento oggi e il giorno dopo la tua azienda cambia marcia.

NON ESISTE OTTENERE UN GRANDE RISULTATO SENZA UN GRANDE SFORZO.

Come la pensi?
Com’è la tua azienda?
Ha la cultura del tempo e degli investimenti?
O inizia a fare i conti dei soldi che tornano dopo il primo trimestre di lavoro?

Commenta pure che vediamo che ne esce.

Vuoi affrontare seriamente la RI-STRUTTURAZIONE DEI PROCESSI MARKETING E VENDITE della tua impresa B2B? Sei nel posto giusto. Questo è il nostro mestiere. Contattaci e faremo un CHECK UP GRATUITO della tua impresa e capiremo le potenzialità di successo di un progetto di sviluppo commerciale in Italia o all’estero.
Chiama ora l’800-123784 o riempi il form che trovi QUI

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Vuoi sapere di più su L’Ippogrifo?
Trovi tutto qui:
www.ippogrifogroup.com/aumentovendite2017

Buon marketing!

La professione del momento: il consulente marketing!

Sono uno spettatore attento di alcune trasmissioni televisive che trattano di politica. Ma non perché sia interessato a candidarmi con qualche partito, sono invece un osservatore attento delle tecniche di comunicazione e delle strategie adottate dai media. Studiando programmi come BALLARÒ, LA GABBIA, DI MARTEDÌ o ANNO ZERO, appare evidente come il bombardamento di messaggi incentrati su crisi, disoccupazione, futuro incerto, problemi dell’Italia… sia incessante. Perché l’audience è molto più alta quando vengono presentate situazioni negative rispetto a un tema all’insegna di positività, buone prospettive ed entusiasmo.

Una delle esortazioni che dovrebbero essere ripetute in modo martellante è: non c’è offerta di lavoro? ALLORA CREALO TU, IL LAVORO! In particolare i giovani non vengono stimolati né preparati mentalmente a concentrarsi su quello che dovrebbe essere un obiettivo primario di ogni individuo: essere in grado, da solo, di generare nuovo valore e così anche nuova ricchezza, continuando a migliorarsi sempre per raggiungere tale scopo.

Pertanto il mio focus (inevitabilmente, visto che la mia storia professionale inizia, e continuerà a lungo, come imprenditore) è rivolto esclusivamente a creare valore, sviluppare competenze per farlo, risolvere i problemi del cliente. Ecco creato il lavoro.

Per questo sono favorevole alla comparsa di nuovi profili professionali.
Siamo in una fase però in cui una figura tra le altre sta avendo veramente un sacco di player. E suppongo sia quindi di grande appeal per chi si butta nel mondo del lavoro.
Hai già indovinato chi è?
È palese, no? Basta avere un account Facebook per rendersene conto: la risposta è il CONSULENTE DI MARKETING!

Una volta si diceva che gli italiani erano un popolo di santi, poeti e navigatori… mentre negli ultimi tempi sono diventati un popolo di consulenti di marketing, coach e consulenti di vendita. Ognuno con una formula infallibile per far levitare il fatturato in un mese esatto, se poi di mesi ne abbiamo a disposizione dodici……. magari vediamo anche una mucca da cui esce direttamente il cappuccino! Fenomenale!

Doverosa precisazione: ho incontrato un sacco di consulenti di marketing che sanno fare molto bene il loro lavoro e risultano una risorsa strategica per i loro Clienti. Ma mi imbatto troppo spesso in una caterva di avventurieri senza la minima dignità professionale. Secondo loro è un gioco da ragazzi, con regole che si imparano su un qualsiasi blog: fai una landing page, programmi una campagna di Google Adwords, un’altra di annunci Facebook, spruzzi il tutto con una specie di copywriting e il successo è garantito!

Mescolando questo genere di “consulenze” con il livello medio di conoscenza che dimostrano tanti imprenditori in fatto di marketing (siamo vicini allo zero) l’azienda non può che fare… boom (inteso come il boato che si sente quando crolla qualcosa, non certo nel senso di boom economico).

Faccio marketing B2B da vent’anni. Metto al servizio delle aziende un’esperienza molto preziosa, frutto di centinaia di progetti realizzati. ELABORATI, ATTUATI, COMPLETATI. E non sarebbe stato possibile se alle mie spalle non ci fossero tutti i collaboratori dell’agenzia che si occupano prima di redigere un piano d’azione e poi di metterlo in pratica insieme al Cliente.

Non ho nessun vantaggio a parlare male di altri consulenti, anche perché ribadisco che ci possono essere notevoli differenze tra uno e l’altro, voglio solo farti riflettere che a parole siamo (quasi) tutti bravi, ma sono i fatti che contano. Indicare a un’azienda quali sono gli interventi che dovrebbe effettuare è molto più facile che accompagnarla passo dopo passo fino alla meta prefissata.

La maggior parte delle PMI non ha un organigramma e il know-how richiesti da un processo di sviluppo basato sul marketing. Vendere, incrementare il fatturato e la propria quota di mercato sono PROCESSI da compiere utilizzando un SISTEMA. Il problema nasce laddove l’azienda (mi riferisco a quella fetta di PMI italiane il cui fatturato medio non supera i 5 milioni di euro) non è capace di eseguire da sola tutti gli step che porterebbero a raggiungere gli obiettivi attesi, non essendo in grado di coordinare attività di marketing che coinvolgono diversi fornitori di servizi.

Ti invito quindi a ponderare accuratamente le esperienze da cui arriva il consulente con cui hai a che fare, la sua formazione, i progetti a cui ha partecipato e i successi (reali) che ha ottenuto.

Le strade in discesa non esistono nel mondo degli affari, aumentare il fatturato in 30 giorni è possibile solo nei sogni, pensare di poter risolvere in 6 mesi problemi che durano da anni è un’ILLUSIONE.

IL CONSULENTE DA SOLO PUÒ FARE POCO!

Ripassiamo velocemente i mal di pancia tipici di una PMI:

  • BRAND: inesistente.
  • POSIZIONAMENTO DIFFERENZIANTE: ignoto.
  • PIANO DI MARKETING annuale con tutte le attività e i relativi budget: non pervenuto.
  • RISULTATI MONITORATI per tenere sotto controllo tutte le fasi del progetto: sconosciuti.
  • RETE VENDITA: sconfortata.
  • UN SISTEMA E UN PROCESSO MARKETING > VENDITE che si basi su step consolidati di tipo azione > reazione: semplicemente assente. E alle volte nemmeno ambito.
  • PRODOTTO / SERVIZIO con un’unicità riconosciuta dal mercato: carente.

Morale… una tragedia annunciata? Non è detto, anche nelle situazioni più disperate ci possono essere delle possibilità di recupero. Basta che ci sia un progetto solido, il tempo necessario e un budget proporzionato.

È da tanto che ho imparato che se manca anche uno solo di questi fattori, l’azienda non può svilupparsi. Questo è uno dei motivi per cui un consulente da solo non riesce a essere un motore di crescita, perché per far correre un’azienda ci vuole un motore adeguato, non quello di un frullatore, deve avere tante parti e ognuna richiede un’elevata specializzazione, richiede attività di controllo, esecuzione e implementazione. Non tutti sono in grado di farle, e soprattutto di farle EFFICACEMENTE.

Vuoi sfruttare tutte le potenzialità della tua azienda e le indicazioni del tuo consulente non ti convincono?
Vorresti ampliare il tuo mercato in Italia e/o anche in altri Paesi?
Troviamoci e capiamo se possiamo progettare assieme un piano di CRESCITA.
Tieni presente che L’Ippogrifo® prima di tutto effettua un CHECK UP GRATUITO che, se il responso è favorevole, inizia a operare in PARTNERSHIP con il CLIENTE, condividendo il rischio d’impresa attraverso un contratto che ti dà la garanzia che il tuo sarà un investimento redditizio.

Formula ROI Garantito® è la clausola scritta che stabilisce il nostro impegno a fare un tipo di marketing che non ti è mai stato proposto!
Scopri SUBITO tutti i suoi vantaggi.

Marketing & Sales Suite® è il nostro modello operativo focalizzato sull’ITALIA. L’Ippogrifo World® è quello elaborato appositamente per l’ESTERO. Non ci fermeremo alla consulenza, ma ti assisteremo anche nelle fasi operative. Quello che gli altri ti dicono di fare, noi ti aiuteremo a realizzarlo concretamente, perché sappiamo per esperienza che sono tutte attività di cui non ci si può occupare, nemmeno rivolgendosi a fornitori esterni, senza un’organizzazione perfettamente sincronizzata.

Non perdere altro tempo, DIGITA ORA questo numero verde 800/123784 o COMPILA IL FORM.
Non sprecare questa opportunità!
Verifica lo stato di salute tua impresa con un nostro check up gratuito.
Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.
P.S. Certo, anche alcune agenzie sono super a parole e meno nei fatti. Noi non siamo tra quelle. Provare per credere.

P.S. 2 Noi siamo specializzati esclusivamente nel “marketing che produce risultati tangibili”, nell’implementare progetti dove la consulenza è la partenza a cui segue tutta l’operatività di un progetto marketing e vendite.

Pin It on Pinterest

Vuoi ricevere informazioni GRATUITE su marketing e vendite B2B?

Inserisci i tuoi dati solo se vuoi migliorare i tuoi risultati attuali di vendita.