Tag Archives: comunicazione

Studiare i competitor SI, copiarli NO.

copiare nel business marketing ippogrifo

La scorsa settimana ho visitato un cliente la cui esigenza è quella di rifare l’attuale sito web.

Quando siamo andati ad analizzare gli obiettivi, i desiderata, le funzionalità del prossimo sito ho visto che questi erano menzionati perché presenti nei siti web dei competitor.

Tra questi, uno in particolare risultava la principale fonte di ispirazione.

Bene, anzi male, poiché non è questo il modo di operare.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

L’importanza delle newsletter nel tuo piano di marketing

Il marketing è fatto di strumenti e attività che anno dopo anno cambiano, diventando sempre più interessanti e potenti per i marketer che ne fanno uso.

L’industria del marketing corre talmente veloce e gli strumenti legati a internet e ai social network cambiano con estrema rapidità, offrendo soluzioni sempre nuove e opportunità di implementazione da testare continuamente.

Lo stesso marketing, però, è fatto di alcune regole che sono pietre miliari nel tempo e che non sono affatto di recente scoperta.

Le milestone del marketing si basano infatti su aspetti che hanno alle volte più di cent’anni di storia.

Ecco quindi che, se da una parte chi si occupa di marketing all’interno di un’impresa deve costantemente guardare alle opportunità offerte dall’avanzamento tecnologico e dallo sviluppo degli strumenti, dall’altra è corretto non perdere di vista le regole fondamentali del marketing e le basi su cui qualsiasi strategia deve fare riferimento.

Oggi ti voglio parlare pertanto non di uno strumento di recente scoperta e quindi innovativo, ma della vecchia e cara newsletter che, come spesso accade, viene estremamente bistrattata dalle imprese italiane (che ne fanno poco uso).

La newsletter è uno strumento estremamente importante all’interno delle strategie di marketing di un’impresa.

L’importanza della newsletter può essere capita immediatamente se vengono fatte delle premesse idonee per contestualizzarne l’utilizzo all’interno di un piano di marketing.

Come abbiamo più volte spiegato, il marketing business to business è caratterizzato, nelle fasi strategiche iniziali, da uno studio profondo dei target audience e dalla possibilità conseguente di identificare in maniera estremamente precisa i propri clienti potenziali.

Grazie all’utilizzo di banche dati, sempre più complete di informazioni, è possibile oggi per un marketer identificare in maniera peculiare le liste di clienti potenziali su cui concentrare le attività di marketing.

Che si parli del mercato italiano o di mercati esteri, con le dovute differenze del caso, è possibile scegliere con grande precisione i clienti potenziali su cui a quel punto attivare delle attività di Direct marketing.

Naturalmente questa opportunità cambia al cambiare della tipologia del business in cui si opera perché ci sono contesti nei quali il target audience non risulta così facilmente identificabile “su carta”.

Ecco allora che arriviamo al punto. Perché mai la newsletter è uno strumento così importante nelle strategie di marketing di un’impresa?

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

La risposta diventa immediatamente capibile se introduciamo il concetto di stato di bisogno da parte del cliente potenziale.

Un aspetto che alle volte ci sfugge quando siamo in fase di vendita è il seguente:

si vende quando il cliente è pronto ad acquistare e non quando il fornitore è pronto a vendere.

Questo significa che se facciamo un’attività di Direct marketing e contattiamo un cliente potenziale assolutamente in target, sulla base delle caratteristiche che egli ha, ciò che spesso viene a mancare, nel momento in cui si sviluppa l’azione di contatto, è proprio lo stato di bisogno del cliente stesso.

Questo significa che attraverso il marketing si contattano continuamente clienti potenziali in target che però nel momento storico dell’azione di marketing non hanno lo stato di bisogno per il quale necessitano della soluzione che offre il venditore.

Un cliente potenziale in target per le sue caratteristiche, a cui manca però lo stato di bisogno, non produce una vendita nell’immediato.

Il fatto però che non si venda oggi al cliente giusto non significa però che a quello stesso interlocutore non si possa vendere domani o dopodomani.

L’aspetto fondamentale quindi, nel quale poi entra in gioco il sistema di newsletter, deriva proprio da queste considerazioni.

Il marketing di un’impresa deve costantemente comunicare e mantenere la relazione con tutti quei clienti potenziali che possono aver bisogno dell’impresa stessa nel corso del tempo.

Questo obiettivo deve essere raggiunto per evitare di perdere nel tempo clienti, fatturato e quote di mercato.

Questo obiettivo, inoltre, non può essere raggiunto se delegato agli uomini, che per ovvi motivi non riuscirebbero a comunicare, con una certa frequenza, con un ampio spettro di clienti potenziali.

Un piano strutturato di newsletter permette di mantenere nel tempo la relazione con i clienti potenziali.

Contenuti frequenti e di valore per il target audience devono essere veicolati attraverso le newsletter che devono avere, nella media, una frequenza almeno settimanale.

Il tema del contenuto di valore non è assolutamente secondario, anzi.

Nessuno negherà mai a terzi di ricevere del contenuto valutato come stimolante, di valore, utile.

Chiunque invece vorrà interrompere immediatamente un flusso di contenuti banali, non originali, ritenuti di scarso valore, già noti.

Questa riflessione introduce quindi il concetto del contenuto legato allo strumento.

Capito il fatto che è di fondamentale importanza mantenere un rapporto nel tempo attraverso l’invio periodico e frequente di contenuti di valore con i propri clienti, diventa quindi necessario strutturare un piano di newsletter che raggiunga questi scopi.

Tutta questa attività, strategica prima e operativa poi, ha il solo obiettivo di ottenere il risultato che quando un cliente potenziale avrà bisogno della nostra soluzione, saranno il nostro numero di telefono o la nostra email gli strumenti che lui utilizzerà per trovare risposta alle sue domande.

La newsletter può essere sia cartacea sia digitale, l’importante è che abbia un vero e proprio piano editoriale alla stregua di un giornale o magazine di settore. La differenza infatti, in termini di appeal e di riscontro nel mercato, è data proprio dalle caratteristiche oggettive dei contenuti veicolati.

L’opinione dei clienti potenziali nei confronti dei contenuti, ad essi inviati attraverso la newsletter aziendale, si può evincere dalla lettura delle statistiche che sono disponibili nel caso del suo invio in formato elettronico.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Risulta fondamentale quindi non solo il palinsesto dei contenuti ma anche la corretta distribuzione e l’analisi dei dati.

Insomma, penso di averti fatto capire l’importanza di dotare l’impresa di una newsletter aziendale di valore affinché il tuo marketing possa essere ancora più efficace e generare nel tempo opportunità di business derivanti anche da contatti sviluppati mesi se non anni addietro.

  • La tua impresa è dotata di una newsletter di questo tipo?
  • Hai un calendario strutturato e un piano editoriale pensato per sviluppare contenuti di valore per i tuoi clienti attivi e potenziali?
  • Conosci quali sono le informazioni relative alle soluzioni che offri che i tuoi clienti vorrebbero ricevere?
  • Ma ancora di più ricevi ogni anno un certo numero di contatti da clienti potenziali con cui il tuo marketing ha interagito mesi se non anni fa?

Se la tua azienda non è dotata di una newsletter di questo tipo ti invito a mettere in piedi tutto ciò nel più breve tempo possibile.

I costi di produzione e di gestione necessari per implementare questa attività si ripagano nel tempo senza alcun dubbio, vista la possibilità di utilizzare strumenti elettronici.

Se ritieni di non avere nelle tue mani uno strumento potente oppure ce l’hai ma vedi che non produce risultati come quelli sopra citati chiama subito il numero verde 800-123784 oppure riempi il form che trovi QUI.

P.S. ricordati che creare contenuti di valore non è faccenda dell’agenzia pubblicitaria di turno ma è compito dell’impresa, dei suoi uomini, spesso dell’imprenditore in primis, se non altro dal punto di vista di identificare quali siano i bisogni del mercato e i problemi / desideri dei propri clienti.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Ecco gli strumenti di marketing che ti servono per vincere le battaglie quotidiane nel mercato

L’armamentario medio di una piccola media impresa italiana, in termini di strumenti di marketing, è il seguente:

  • sito web istituzionale;
  • brochure;
  • catalogo tecnico;
  • biglietti da visita.

Il tutto messo a disposizione di uno o più commerciali che, in un territorio di competenza diretta, hanno l’obiettivo di acquisire il maggior numero di clienti attraverso attività totalmente progettate, pianificate ed eseguite da loro.

Quella che descrivo non è una situazione esagerata ma è la rappresentazione assolutamente puntale della stragrande maggioranza delle imprese che compongono il tessuto imprenditoriale del nostro paese.

Il dato di cui sopra te lo voglio presentare assieme a un altro che ti farà capire subito dove è già andato il mondo:

più del 60% della scelta di acquisto viene fatta dal cliente prima di incontrare il commerciale del potenziale fornitore.

Queste due informazioni messe vicine ci fanno capire quanto distante sia il mondo dell’impresa da quello reale e quanto lavoro ci sia da fare affinché una PMI possa ritenersi sufficientemente pronta per affrontare le battaglie quotidiane nei mercati in cui opera.

Risulta evidente a chiunque il fatto che, se più della metà delle considerazioni e delle scelte relative all’acquisto da parte di chi compra vengono fatte prima di incontrare un venditore dell’impresa potenziale o del fornitore, affrontare uno scenario di questo tipo esclusivamente con gli strumenti di marketing che sopra ho elencato significa semplicemente andare incontro al “suicidio commerciale”.

Un altro aspetto su cui ti invito a fare una grande riflessione, se ti occupi più o meno costantemente al marketing e alle vendite della tua impresa, è il seguente:

Il cliente compra quando lui vuole acquistare e non quando tu vuoi vendere.

Nella stragrande maggioranza dei momenti in cui farai una qualsiasi azione di marketing verso il tuo cliente potenziale, lui non sarà ancora pronto per acquistare ciò che tu vendi.

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

Ora prova a immaginare un attimo di mettere su un unico tavolo i tre elementi che ti ho descritto e vedi la riflessione che ti sorge spontanea…

Ricapitolando velocemente, gli elementi che ho posto alla tua attenzione sono i seguenti:

1) gli strumenti di marketing di cui dispone una PMI sono solitamente sito web, brochure, catalogo tecnico e biglietti da visita;

2) più del 60% della scelta sull’acquisto da fare viene fatta dell’acquirente prima di incontrare il venditore;

3) il cliente compra quando lui è pronto all’acquisto e non quando il venditore è pronto alla vendita.

Penso non debba aiutarti troppo nel guidare la tua riflessione.

Ciò che ti invito a fare concretamente con il post di oggi è di comprendere quanto dovrebbe essere strutturato il marketing della tua impresa in termini di strumenti che possano essere i cosiddetti touch point* con i tuoi clienti potenziali, prima che gli uomini di vendita possano incontrare loro.

*I touch point sono tutti i momenti in cui la tua azienda, attraverso le persone ma ancor di più con gli strumenti di cui si dota, entra in contatto con un cliente potenziale.

Se questi si riducono a quelli citati al punto 1) dell’elenco di cui sopra, non puoi che diventare immediatamente consapevole di quanto debole sia la tua impresa nei confronti del mercato potenziale e quante poche chance essa abbia di convincere lo stesso della bontà di scegliere te come fornitore e partner.

Il marketing di un’impresa deve essere dotato quindi di un paniere di strumenti funzionali a gestire al meglio tutte le fasi di accompagnamento dei clienti fino al raggiungimento dell’obiettivo della vendita.

Il termine ACCOMPAGNAMENTO è effettivamente quello più opportuno.

I tuoi clienti potenziali vanno da te accompagnati nel percorso che devono fare per convincersi che tu sei l’interlocutore giusto per loro.

Questo percorso può essere più o meno lungo, ciò dipende dall’oggetto di vendita, ma una cosa è certa e non cambia al variare del settore: il percorso si struttura in più tappe che devono essere adeguatamente supportate da specifici strumenti di marketing.

L’altro elemento estremamente importante è quello di capire che gran parte di queste tappe precedono l’incontro fisico con uno dei tuoi venditori.

Capisci bene quindi che dotare l’impresa di più strumenti per accompagnare il cliente in questo percorso fatto di tappe diverse e conseguenti una dall’altra, significa definire e strutturare quella che noi chiamiamo volgarmente “cassetta degli attrezzi” di marketing.

Il tuo marketing dovrebbe avere una cassetta degli attrezzi più o meno di questo tipo:

1) sito web Istituzionale;

2) minisiti di prodotto;

3) landing page;

4) guide all’acquisto;

5) report;

6) libro redatto dal front man dell’azienda;

7) blog aziendale;

8) video pillole;

9) video formativi;

10) video istituzionale;

11) case study;

12) file audio in podcast;

13) book delle testimonianze;

14) dispense illustrative;

15) brochure istituzionale;

16) company profile verticali per target audience;

17) ah sì… biglietti da visita

18) altro.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

La lista non è finita ma è realmente ciò che una piccola media impresa dovrebbe pensare di implementare nell’arco di un periodo anche limitato di tempo.

Tutti i materiali sopra illustrati devono essere sapientemente utilizzati per acculturare i clienti potenziali e per accompagnarli in un percorso che abbia un solo obiettivo concreto: trasformare i clienti da potenziali ad acquisiti e attivi

Il processo di acquisizione clienti, per funzionare al meglio ed essere efficace (che significa essere caratterizzato da percentuali di conversione idonee e sostenibili per l’impresa) non può che essere gestito attraverso l’uso di tutti gli strumenti sopra citati.

Ciò che ti deve maggiormente interessare è il fatto che gli stessi non sono, nella maniera più assoluta, a portata delle sole grandi imprese ma sono tranquillamente implementabili anche da una piccola impresa.

Il punto di partenza per una svolta è capire ciò che pensa dei concetti sopra espressi la proprietà e il management di un’impresa.

La vera differenza infatti la fa l’aspetto culturale.

Dotare un’impresa di un numero adeguato di strumenti di marketing è l’effetto della conoscenza e della consapevolezza che l’acquisizione clienti si fa così. Tutto il resto conta veramente poco.

E quindi la riflessione che ti esorto a fare è proprio questa:

  • Quanto la tua impresa può contare su una cassetta degli attrezzi così rifornita?
  • Quanto il marketing nella tua impresa utilizza, costantemente nel tempo, strumenti e contenuti funzionali ad accompagnare il cliente in quel percorso che si deve concludere con l’inizio di un rapporto commerciale?
  • Quanto ti è chiaro il fatto che fare marketing significa implementare e sviluppare attività la gran parte delle quali caratterizzano le fasi ante visita e incontro dei clienti?
  • Quanto produci contenuti di valore e li diffondi con costanza e continuità verso quei clienti potenziali che hanno dimostrato oggi di non essere pronti per acquistare da te?

Ritengo che queste siano domande non solo opportune ma anche di stimolo per farti capire quanto forte e preparato deve essere il marketing della tua impresa.

Se ti trovi nella situazione di avere in mano solo sito web, biglietti da visita e agenti in pista ti consiglio vivamente di correre ai ripari e capire che non c’è alternativa allo strutturare un’azione decisamente più articolata, ma che è alla portata anche di una microimpresa.

Se ti ritrovi nella situazione di avere un marketing debole non puoi permetterti più di perdere altro tempo.

E allora riempi il form che trovi qui oppure chiama l’800- 123784.

Ciò che ti propongo è un semplice CHECK UP di approfondimento, assolutamente GRATUITO, grazie al quale sarà possibile capire quanto forte sia il tuo marketing e quali debbano essere le azioni correttive da adottare nell’immediato.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Esplicita il costo del non agire. E venderai di più.

In questo post desidero affrontare un tema a mio avviso estremamente interessante per aumentare le potenzialità di chiusura dei tuoi contratti commerciali.

I contenuti su cui concentrerò i ragionamenti sono legati al concetto del COSTO DEL NON AGIRE che è una leva importante da utilizzare durante le trattative commerciali con i propri clienti.

Prima di arrivare al cuore delle tesi che desidero esprimere, voglio fare un piccolo passo indietro necessario e spiegare quale sia una delle leve più importanti ed efficaci che permettono di portare un cliente a compiere un’azione di acquisto nei tuoi confronti.

La leva psicologica più importante che porta all’azione una persona è quella della paura.

Il tuo primo compito quindi, se vuoi vendere in pompa magna il tuo prodotto o il tuo servizio, è quello di portare il tuo cliente a una situazione psicologica per la quale egli voglia assolutamente risolvere un problema oppure un desiderio che tu non solo hai intercettato ma sei riuscito anche a rendere tema di importanza straordinaria per il cliente stesso.

Ciò è possibile quasi sempre, nonostante spesso si pensi il contrario.

Naturalmente, in funzione dell’oggetto di vendita, può cambiare l’intensità con cui sia possibile amplificare il sentimento di paura.

Il primo segreto quindi, per ottenere successo in una vendita business to business, è quello di far capire al cliente che è necessario un intervento immediato per risolvere un problema oppure un desiderio di cui lui è consapevole. E questo risultato lo si ottiene tanto prima quanto più si è capaci di innescare in lui la paura del fatto che lui ha un grande problema da risolvere.

Una volta arrivati a questo tipo di stato dell’arte diventa estremamente strategico e quindi doveroso esplicitare al cliente il cosiddetto costo del non agire.

In questa fase della trattativa, dopo che il cliente ha capito di avere un problema, può servire quasi sempre la cosiddetta “botta finale” per convincerlo a mettere timbro e firma al tuo contratto. Questo tipo di tassello mancante può essere fornito proprio dagli approfondimenti che andrai a costruire e che porteranno il titolo “il costo del non agire”.

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

Sto parlando quindi di creare un vero e proprio capitolo, all’interno della tua offerta commerciale, oppure in alternativa con dei documenti dedicati allegati, che hanno l’unico obiettivo di far capire al cliente che un mancato intervento immediato, ovvero il non acquisto di ciò che tu gli stai offrendo attraverso l’offerta commerciale, avrebbe nel tempo un costo superiore rispetto a quello che corrisponde al valore economico della tua offerta.

Il costo del non agire significa quindi esplicitare in maniera economica, trovando quindi le modalità per poter ottenere questo tipo di risultato, la differenza tra l’acquisto oggi del tuo prodotto o servizio pagando ciò che tu chiedi e lo scenario alternativo di domani, nel caso di un mancato acquisto da parte del cliente.

Naturalmente, affinché il cliente sia stimolato da acquistare, deve essere chiaro ed economicamente vantaggioso per lui un intervento immediato acquistando la tua soluzione.

Il costo del non intervento viene utilizzato molto poco come strategia commerciale da parte delle piccole e medie imprese italiane.

In realtà fare questo tipo di ragionamento e lavorare per ottenere un’esplicitazione economica di cosa succede al cliente nel caso non acquisti ciò che tu offri non solo è quasi sempre possibile ma spesso è anche più semplice di ciò che si pensi.

  • Quali costi aggiuntivi avrà il tuo cliente se non acquisterà il tuo prodotto o il tuo servizio?
  • Quanto tempo sprecato, quante ore uomo in più sarà costretto ad avere, quanti mancati guadagni otterrà, quante inefficienze dovrà sopportare, insomma quali costi diretti, indiretti e occulti dovrà sopportare nel caso non acquisti ciò che tu offri?

Queste sono le domande da cui devi partire quando inizi il brainstorming finalizzato a individuare i costi del non agire del tuo cliente.

Ricordati che il tempo è denaro e calcolare quanto costa un monte ore di tempo, di qualsiasi risorsa umana impiegata all’interno di un’impresa, è relativamente semplice.

Quante ore uomo fa risparmiare la tua soluzione a un cliente? Per quanti uomini? A un monte ore corrisponde un importo in euro. Basta calcolarlo.

Esplicitare in maniera evidente il risparmio economico che la tua soluzione porterà determina conseguentemente avere identificato anche il costo del non agire.

Se intervenendo (acquisto) procureremo un risparmio per 15.000 euro, non intervenire (mancato acquisto) significa per il cliente perdere 45.000 euro in tre anni. L’impatto c’è, nella comunicazione.

Cerca quindi, il più possibile, di fare questi ragionamenti per confezionare un’offerta commerciale ancora più forte ed efficace in termini di conversioni all’acquisto.

A prescindere dai mestiere che fai e da quale sia il tuo oggetto di vendita, cerca di capire se sia possibile rendere esplicito ed evidente quale sia il costo del non agire per il tuo cliente.

Un’offerta commerciale che sia accompagnata da contenuti che vadano a esplicitare il costo del non agire è senza dubbio più efficace e quindi più performante di quella che non possiede questo tipo di caratteristiche.

  • Come vengono strutturate le tue offerte?
  • Hai mai pensato di dotarle di un capitolo che vada a esplicitare il costo del non agire?
  • Hai mai pensato che molto probabilmente esiste anche nel tuo caso la possibilità di esplicitare al tuo cliente tutto ciò?

Se questa possibilità c’è ed è relativamente semplice esplicitarla non perdere altro tempo!

Vai a determinare immediatamente quali possano essere i valori più calzanti nel tuo caso e rendili evidenti all’interno delle tue offerte.

Forma la tua rete vendita affinché ponga il costo del non agire come uno degli assi da giocare durante la trattativa commerciale.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Senza ombra di dubbio aumenterai le tue conversioni in vendite e sarai più efficace nelle fasi di trattativa.

Ritieni invece di aver bisogno di aiuto per capire come nel tuo caso si possa identificare il costo del non agire?

Vuoi vedere come la fase di offerta commerciale possa essere strutturata in maniera migliore e la documentazione preparata possa diventare estremamente più efficace di quella che attualmente possiedi?

La soluzione c’è e corrisponde al numero verde 800-123784 oppure al riempimento del form che trovi qui.

Ti contatteremo immediatamente per approfondire attraverso una fase di check up gratuito quali possono essere le opportunità per la tua impresa.

Agire non ti costa nulla ed è solo una nuova opportunità per te e la tua impresa.

P.S. Non contattarci ora ti costerà senza ombra di dubbio o qualche decina di migliaia di euro.

Durante il nostro incontro ti spiegheremo perché 🙂

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Come creare un’offerta irresistibile

Oggi tocchiamo un tema che interessa il 100% delle imprese: l’offerta.

Nel business to business l’offerta è una delle milestone del processo di vendita.

La sua preparazione va affrontata quindi con cura certosina e nel rispetto di alcune regole strategiche che hanno l’obiettivo di renderla irresistibile.

Non andremo nel dettaglio, in questo post, su quando si presenta l’offerta, perché la si presenta sulle percentuali di conversione in vendita attese. Non parleremo quindi del processo di vendita nel quale l’offerta si inserisce ma ci limiteremo a descriverne la struttura.

Parleremo, in sostanza, del DOCUMENTO offerta.

Ricordiamoci inoltre che stiamo parlando di contesti B2B. Il cliente è quindi un’impresa e l’oggetto di vendita spesso ha un ticket medio elevato, anche di parecchie migliaia di euro. Ciò nonostante è chiaro che vanno fatte le dovute differenze, relativamente ai concetti che vado ad esprimere, a seconda che l’oggetto di vendita sia la stampa di 500 brochure dal valore di 1.000 euro rispetto alla vendita di un macchinario industriale da 250K.

Diciamo che le indicazioni che vado a dare sono da considerare come base per qualsiasi offerta B2B e diventano tanto più strategiche quanto il valore del prodotto / servizio aumenta.

Parto subito dal descriverti quello che un’offerta NON DOVREBBE ESSERE e che invece riscontro quotidianamente nelle imprese che visito.

L’offerta non dovrebbe essere strutturata in una o più pagine totalmente focalizzate sulla descrizione tecnica della soluzione proposta al cliente, con un prezzo finale.

Quella dovrebbe essere una parte dell’offerta, non l’offerta.

L’offerta strutturata in quel modo incentiva il cliente a non leggere nulla e guardare il pricing e basta.

L’offerta deve essere un percorso, un insieme di tappe che guidano il cliente nella presentazione di alcuni punti salienti che si desidera comunicare e “far arrivare” al proprio interlocutore.

Di seguito vado a presentare quelli che ritengo siano gli elementi fondamentali che devono comporre l’offerta irresistibile, quella che amplifica al massimo le chances di chiusura e di trasformazione dello stato da offerta a CONTRATTO ACQUISITO.

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

  1. NAMING DEL DOCUMENTO: OFFERTA, PREVENTIVO O PROGETTO?

Partiamo dalle basi. Il nome del documento. Alle volte il temine offerta è già di per sé sbagliato. L’invito che ti faccio è quello di pensare di usare il più possibile, quando fattibile, il termine PROGETTO. Anche se vendi prodotti il termine progetto è usabilissimo e nobilita l’offering, ne aumenta il valore aggiunto percepito dal cliente. Se puoi usa progetto al posto di offerta. Da bannare il più possibile il termine preventivo. Che sta agli antipodi di progetto. E che porta l’attenzione dell’interlocutore al prezzo e al confronto.

  1. CODIFICA DEL FILE

Il file deve essere codificato. Come viene richiesto dalla norma ISO. Se anche non sei certificato codifica la tua offerta. Trova una nomenclatura che vada bene per la tua rete vendita, affinché ogni offerta si unica e facilmente identificabile. Fai attenzione a come nominare le revisioni dell’offerta.

  1. PERSONALIZZAZIONE DEI CONTENUTI

Anche qua consiglio estremamente semplice e banale ma spessissimo non utilizzato dalle imprese. Personalizza la tua offerta. Il che significa non solo inserire il logo del cliente (A) ma anche (e soprattutto) inserire un capitolo introduttivo (B) che parli degli elementi raccolti ex ante stesura del documento durante i briefing avuti col cliente.

Questa è una parte fondamentale e quasi mai utilizzata dalle imprese.

Serve per far capire al cliente il motivo per cui è stata prodotta l’offerta, ricapitola i problemi e gli obiettivi del cliente. L’offerta è la risposta ai bisogni del cliente. È la soluzione, la ricetta che gli serve. Affinché ciò sia credibile ai suoi occhi va spiegato in un capitolo dedicato, antecedente alla descrizione tecnica di quanto offerto.

  1. PERCHÉ SCEGLIERE LA TUA AZIENDA

Ci deve essere un capitolo dedicato a spigare al cliente il motivo per cui dovrebbe fare business con te. Il titolo deve essere proprio: PERCHÉ SCEGLIERE LA PINCO PALLA SRL. Attenzione: qua non devi parlare della proposta che fai al cliente in termini di scelta tecnica ma deve stare ad un livello superiore.

Devi vendere la relazione.

  1. PERCHÉ ACCETTARE L’OFFERTA

Questo capitolo, specifico, rimarca i benefici derivanti dall’accettazione dell’offerta. Deve riepilogare i vantaggi per il cliente, evidenziandoli.

Importante: questo è l’ultimo capitolo dell’offerta. Va inserito dopo il pricing.

  1. IL FORMATO DEL DOCUMENTO

Mai Word, ma un PDF chiuso, non modificabile. Per i progetti complessi è consigliabile produrre anche un Power Point che sia la sintesi dei capitoli inseriti nel file analitico (PDF). Ricordiamoci che il PPT è un file che viene spiegato dal commerciale.

  1. COMMERCIALE DI RIFERIMENTO

L’offerta deve avere il nome del commerciale di riferimento, la sua firma, i suoi contatti diretti. Spesso ciò manca oppure ci sono i soli contatti generali dell’azienda.

  1. APPEAL GRAFICO E FORMATTAZIONE

Tutti gli elementi di cui sopra devono essere ineriti in un contesto che abbia il suo appeal in termini di elementi di visual design. Che si tratti di un PPT o un PDF, il file deve avere il suo appeal. Deve essere formattato al meglio e gradevole al lettore.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Se sei arrivato fino a qui puoi anche prenderti la briga di andare a vedere una delle tue offerte e verificarne la struttura.

  • La tua offerta presenta tutti gli elementi che ti ho descritto?
  • È redatta sempre allo stesso modo da tutti i commerciali che fanno parte della tua rete di vendita?
  • Viene presentata ai clienti di persona e argomentata, viene inserita in un processo più strutturato oppure viene “sparata” per email senza magari nemmeno far seguire dei follow up?

Ricorda che l’offerta deve essere uno degli elementi differenzianti della tua impresa rispetto ai competitor. Se non lo è ti devi mettere al lavoro subito per ottenere questo obiettivo.

E ricorda infine che se non sai da dove partire il numero che devi fare è uno solo: 800-123784 o riempi il form che trovi QUI.

Verificheremo assieme non solo le tue offerte ma anche il processo di vendita ed il lavoro degli uomini che ne sono coinvolti.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Pin It on Pinterest

Vuoi ricevere informazioni GRATUITE su marketing e vendite B2B?

Inserisci i tuoi dati solo se vuoi migliorare i tuoi risultati attuali di vendita.