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Social network nel b2b: i numeri

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Affrontiamo il tema dei social network partendo innanzitutto dal definire la loro funzione, il modo in cui utilizzarli e il tipo di contenuti da pubblicare.

I social network sono uno strumento fondamentale nell’attuale contesto del B2B ma il vero problema è che in Italia non vengono sempre utilizzati in modo efficace o non vengono proprio utilizzati. In quest’ultimo caso, scegliere di non utilizzare i social network significa in realtà lasciare maggior terreno alla concorrenza.

I dati sono un importante strumento per contestualizzare il mondo dei social network. Oggi ci sono circa 7,6 miliardi di persone al mondo e 3,8 miliardi sono gli utenti che utilizzano i social network – questi sono i numeri rilevati al gennaio del 2020.

È quindi un dato di fatto che oggi le persone utilizzino i social network, c’è poi chi è presente su più piattaforme e soprattutto chi vi è attivo quotidianamente. C’è da sottolineare inoltre che i social network vengono utilizzati principalmente per mezzo di smartphone, un dispositivo che oggi viene sfruttato quotidianamente dalle persone.

Proprio per questo si può affermare che il mondo di oggi consente alle imprese di comunicare con il proprio target costantemente, generando nuove opportunità in qualunque momento.

Oggi un’impresa può scegliere di sfruttare la grande opportunità dei social, oppure di non intraprendere questa strada con la consapevolezza di lasciare di fatto un nuovo terreno alla concorrenza. Un altro motivo importante che giustifica l’utilizzo dei social network è che l’88% degli acquisti che viene effettuato offline avviene dopo una prima ricerca online.

Spesso l’obiezione comune che viene avanzata dagli imprenditori è che se non si vende online non c’è l’esigenza di avere una presenza su questo canale, ma il dato appena presentato fa ben comprendere come invece il potenziale cliente fa la propria scelta d’acquisto già online. Infatti, anche vendendo un prodotto fisico che non è vendibile online, gli utenti tendono a cercare informazioni su questo prodotto. ancora prima di incontrare un commerciale di una rete vendita nel b2b.

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Un altro messaggio che è importante trasmettere è che non basta essere presenti sui social network, ma bisogna essere attivi e lavorare costantemente sulla produzione dei contenuti. Questo perché i social media sono il luogo dove le persone passano parte del proprio tempo ed è fondamentale essere presenti in modo attivo. Si tratta di un’opportunità che permette di comunicare con il proprio mercato in modo efficace e continuo.

Per quanto riguarda invece il contesto dei social, ad oggi, Facebook è la prima piattaforma utilizzata, seguita poi da YouTube, WhatsApp e Messenger.

Si tratta però di una classifica che evolve costantemente, perché le piattaforme nascono e muoiono in un breve arco di tempo. Quello dei social è infatti un mondo molto dinamico per cui è importante essere sempre aggiornati.

Il prossimo passo è quello di definire i 10 punti fondamentali da sapere sui social network.

Il primo punto è che i social non sono un hobby, perché l’errore comune è quello di pensare che siano un passatempo. Sicuramente ci sono delle piattaforme che nascono per essere una fonte di divertimento e non puramente concepiti per uno scopo di business.

Il secondo punto è che bisogna essere preparati per sfruttarli e ottenere dei risultati. La preparazione è fondamentale in questo campo e l’improvvisazione non è tollerata. Questo perché un qualsiasi tipo di errore rischia di danneggiare quella che è la reputazione dell’impresa che è stata costruita negli anni. Il consiglio per una piccola e media impresa è che, qualora non si riesca a ritagliare il tempo necessario per la gestione dei social, si può sempre affidare questa attività a una figura esterna; la consulenza marketing esterna è una buona soluzione per aziende non strutturate

Il terzo concetto è che per avere dei risultati ci deve essere un budget da spendere in quanto i social network non sono gratuiti. I social network fanno pagare la visibilità e questo significa che è necessario investire del denaro per far sì che un contenuto venga visto da un certo target.

Il quarto aspetto è che uno stesso contenuto può essere pubblicato su social diversi. Quando un’impresa ha più canali attivi una delle prime obiezioni è che può diventare complicato gestire la produzione dei contenuti. In realtà, ogni singolo contenuto può essere adattato in modo semplice alle diverse piattaforme social di riferimento.

Il quinto punto è che la quantità di contenuti pubblicati è importante, ma anche la qualità non deve essere messa in secondo piano. Quello della quantità è sicuramente un concetto più oggettivo su cui è importante focalizzarsi.

Il sesto punto è che uno stesso contenuto può essere pubblicato in formati diversi. Ciò significa che, ad esempio, un contenuto video può essere trasformato in un contenuto testuale e può essere diffuso su diversi canali. Questo risultato può essere raggiunto in breve tempo grazie a diversi software presenti sul mercato.

Il settimo punto è che il 100% dell’audience non vede il 100% dei contenuti pubblicati. Ad esempio, un contenuto condiviso con un pubblico di 100 utenti su LinkedIn può arrivare indicativamente al 20% della propria rete. Risulta quindi importante sponsorizzare i contenuti e ripubblicarli più volte, perché la ridondanza non è un problema.

L’ottavo punto è quello di ripubblicare quelli che sono stati i contenuti che hanno avuto più successo. A tal fine è importante andare ad analizzare gli insight e i numeri generati dai post stessi.

Il punto numero nove è che i social cambiano costantemente, ciò che funziona oggi tra qualche mese potrebbe non funzionare più.

L’ultimo punto è che è meglio essere presenti su un social in modo efficace che su molti in modo inadeguato. Il consiglio è quello di focalizzarsi su poche piattaforme e di lavorare in modo performante, perché il rischio è che altrimenti si diventa controproducenti e si può ottenere un “effetto boomerang” con i potenziali clienti.

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