Comunica come mangi. E venderai di più!

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Post veloce ma (spero) interessante per chi si occupa di comunicazione aziendale.

Comunica come mangi. Be’ dipende da come mangi, naturalmente.
Che cosa intendo e cosa voglio comunicare? Partiamo dal presupposto che bisognerebbe mangiare bene e che sto dando per scontato che tu lo faccia (non è detto che in realtà sia proprio così ma non voglio dare messaggi subliminali…), devi comunicare come mangi (quindi devi farlo per bene) seguendo le regole che “fanno stare bene e in salute” la tua impresa.

Come comunicano le imprese italiane oggi?
Mediamente MALISSIMO.
Possiamo permetterci di comunicare male oggi? NO.
Vuoi vendere di più?
COMUNICA MEGLIO, e farai un passo avanti.
Post finito. Ciao.

Scherzo. Ora vado nello specifico di cosa intendo e cerco di dare concretezza al contenuto, come sono abituato a fare.
La comunicazione è fondamentale, è un’area del marketing, dipende quindi dal marketing e serve per comunicare appunto al mercato quello che il marketing avrà deciso che debba essere comunicato, sulla base di ragionamenti e step strategici che determinano il POSIZIONAMENTO AZIENDALE.
Se comunico male non trasferisco al mercato i valori differenzianti che ho deciso di comunicare.
La comunicazione è fatta di SOSTANZA (valori, contenuti, messaggi), FORMA e anche un pizzico di CREATIVITÀ.
Alla comunicazione delle aziende mancano un po’ tutti e tre gli ingredienti.
Vediamoli un attimo uno per uno.

SOSTANZA.
La prima cosa su cui ci dobbiamo concentrare è: COSA devo comunicare? Ecco la sostanza. NON devo dire qualcosa di banale, ovvio, scontato e che magari dicono anche gli altri. È chiaro che la sostanza è figlia del marketing strategico:

• cosa devo comunicare?
• quali sono i valori dell’azienda che mi differiscono dagli altri?
• quali sono gli elementi di comunicazione che incollano i clienti prospect ai miei contenuti?
• cosa posso esprimere SOLO IO che gli altri non possono?

Le persone hanno sempre meno tempo e i contenuti sono sempre di più e sempre più fruibili per tutti.
Scegliere una headline (cioè uno slogan, spesso 4/5 parole) piuttosto che un’altra determina se l’email verrà aperta o immediatamente cestinata.
Potrei riportarti N test di esempio. Prendiamo una DEM (una email elettronica inviata a un database di clienti prospect); stesso database, stesso contenuto, cambia solo la headline, l’oggetto della email. Una converte al 20%, l’altra converte al 50%. Differenze sbalorditive. Capisci l’importanza della comunicazione? (In questo caso delle parole).
Sostanza dicevamo. È sostanza dire che la tua azienda offre un ottimo servizio, serve al meglio i clienti, si occupa di soddisfarli al meglio? Questa non è sostanza ma è banalità. Hai mai visto qualcuno dire al cliente ti tratterò male, ti servirò in ritardo, userò materiali scadenti perché sono low cost? NO. Anche un’azienda posizionata low cost dirà comunque che serve al meglio i clienti, che ha un’ottima qualità dei prodotti e dei servizi offerti.
Alla sostanza aggiungo anche il concetto di STRATEGIA.

Essere non banali significa anche dire qualcosa che i competitori non possono dire.

Prenditi il tempo per analizzare i tuoi strumenti di comunicazione: sito istituzionale, brochure, flyer e altro.

• Cosa dici al mercato?
• C’è originalità in quello che dici?
• Ci sono contenuti che i tuoi competitori non possono dire?
• Ci sono affermazioni non copiabili dagli altri player del settore?

La comunicazione è fatta di sostanza, se non hai sostanza devi partire da là.

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FORMA.
Comunicare è una professione. I tuoi strumenti di comunicazione sono fatti in primis di testi, immagini, video. C’è tutto un filone di copywriter che porta avanti la tesi che la sostanza sia più importante della forma. Che esprimere un concetto forte e diverso (quindi il cosa) sia più importante della forma con cui lo fai (e quindi del come). Sono d’accordo sulle priorità ma non concordo se pensiamo che anche la forma non sia altrettanto importante. Ci sono sempre più contenuti scritti in forma troppo sgrammaticata e con troppi errori, gravi, di grammatica. Troppo. E ci sono delle brochure semplicemente orribili da vedere. Antiestetiche. Nel settore della meccanica, dell’industria pesante, ad esempio, è roba da mettersi le mani nei capelli (non sempre ma troppo spesso). L’abito fa il monaco. Un’immagine curata, raffinata, ricercata, sfonda più di una che non lo è. PUNTO. Qualsiasi sia il settore.

CREATIVITÀ.
La creatività aiuta. Esprimere un concetto (forte) anche in modo creativo è il massimo. Ma la creatività ci dà il 20% del risultato. L’80% è dato dalla sostanza e dalla forma. Anche qui serve il cervello giusto. Perché esprimere un contenuto (forte) in una forma corretta e con la buona dose di creatività è un mestiere. Ed è giusto che sia così.

Come dovrebbe essere quindi la comunicazione ideale?
Ti dico i miei parametri:

1. SEMPLICE
2. VELOCE (DI IMMEDIATA COMPRENSIONE)
3. RICERCATA
4. INCISIVA.

SEMPLICITÀ. Oggi la differenza la fai, senza scervellarti troppo, se parti dalle basi. Qual è la base della comunicazione? Quella che ti porta sulla strada della semplicità. La tua comunicazione deve essere estremamente semplice, lineare. Al netto di contenuti tecnici veicolati a tecnici, spesso le scelte (economiche soprattutto) nelle imprese vengono fatte dai titolari, dagli imprenditori, dai CEO. E quindi da gente che ha poco tempo da dedicare a tradurre concetti troppo complessi o per i quali serve troppo tempo per essere recepiti. La comunicazione deve essere semplice, di immediata comprensione. Questo quindi intendo per VELOCE. Significa che deve essere veloce nell’essere trasferita. Di rapido trasferimento all’interlocutore che sta dall’altra parte.

RICERCATA e INCISIVA. Qui entriamo nel concetto della creatività. Esprimere un concetto in maniera non banale può differenziarti. Prima la sostanza ma poi la forma e il modo. Quindi in sostanza, ti sto dicendo che la comunicazione va STUDIATA. Non è un optional. È uno degli ASSET di un’impresa.

Come comunichi?
Come comunicano i tuoi competitor?
Ci sono delle differenze?
Ci sono dei denominatori comuni nel settore in cui lavori?
Ci sono degli elementi che potrebbero differenziarti se cavalcati?

Sai cosa succederà se applicherai le poche regole che ti ho descritto sopra?

Succederà che VENDERAI DI PIÙ.

Comunicare in quel modo significa che l’area vendite della tua impresa ne beneficerà. Avrà contenuti e materiali studiati e ricercati, con una personalità riconoscibile, efficaci per il raggiungimento di obiettivi chiari anche (e forse soprattutto) nell’area vendite.

Stai dando la giusta importanza alla comunicazione della tua impresa?
Hai il feedback di quello che pensa il mercato della comunicazione della tua impresa?
Gli strumenti di comunicazione che usi sono una vera e propria arma per la tua impresa?

Se vuoi saperlo con certezza puoi CONTATTARCI.
Faremo un’analisi della tua comunicazione, dei contenuti, degli strumenti, delle opportunità di ottimizzazione e miglioramento.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

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