Chiudi pochi contratti? Verifica le tue call to action e i follow up

Share

Ci sono ancora molti italiani che detestano l’utilizzo di termini inglesi.

Per quel che mi riguarda, pur essendo un discreto purista della lingua italiana, ritengo che ormai la lingua inglese sia entrata a far parte del nostro quotidiano con moltissimi termini di uso comune e quindi ci si debba adeguare ad un contesto sempre più internazionale di comunicazione.

Al centro del post di oggi ci sono due parole che per forza di cose sono espresse in lingua inglese anche perché, non dimentichiamocelo, il marketing nasce negli Stati Uniti e conseguentemente è caratterizzato da moltissime parole chiave utilizzate internazionalmente con la sola lingua inglese.

Oggi parliamo di CALL TO ACTION e di FOLLOW-UP.

Molto spesso, entrando nelle imprese italiane, mi viene chiesto di analizzare il quadro generale delle attività commerciali. Chi mi propone lo scenario è l’imprenditore o qualcuno della direzione generale. Il quadro che mi viene presentato quasi sempre viene visto e presentato, dai miei interlocutori, come complesso, articolato, figlio di chissà quale peculiarità del settore in cui opera l’impresa.

La verità è che gli scenari sono molto meno complessi di quanto si possa pensare; riscontro infatti gravi inefficienze nelle fasi più basiche e quindi più banali del processo commerciale e prima ancora nel marketing di quelle imprese.

L’esempio che porto al centro della riflessione di oggi si fonda sulla GESTIONE DELLE OFFERTE COMMERCIALI fatte da parte delle reti di vendita.

Quello che mi capita di trovare, ancora in troppi casi, è una situazione tipo per la quale ci sono le offerte veicolate lasciate “in pancia” dei clienti, aspettando che siano loro a dare la conferma alle stesse concludendo l’affare.

Sostanzialmente sto parlando di un approccio estremamente passivo assunto da chi vende nei confronti di chi dovrebbe acquistare.

Il venditore non è protagonista ma è comprimario, il protagonista del processo è il cliente.

Nulla di più SBAGLIATO.

Ecco perché parto dalla call to action per esprimere e per definire dettagliatamente quali siano le attività che fanno capo a chi vende durante i processi commerciali.

Il ciclo di vendita, il funnel di vendita, il processo commerciale sono fatti di STEP; più avanzi e ti avvicini alla conclusione dell’affare e più stai scendendo nell’imbuto commerciale, più ti stai avvicinando alla fase finale dell’attività.

Ogni passaggio deve essere assolutamente determinato da chi vende.

Ogni passaggio allo step successivo deve essere incentivato, determinato, spinto da chi si occupa di vendita attraverso la call to action.

Call to action significa letteralmente chiamata all’azione. Il che significa, parlando di marketing e vendite, spingere il cliente allo step successivo del processo di vendita, incentivarlo a proseguire nel processo commerciale.

Cerca di visualizzare questo processo come una vera e propria spinta.

[Parentesi: tanto più il marketing riesce a fare un lavoro efficace e tanto più la spinta diventa naturale, necessita di meno forza, diviene meno determinante].

Resta il fatto che anche se tutto fila liscio, come chiunque vende vorrebbe, la call to action è un capitolo determinante in tutte le fasi del ciclo di vendita.

Spinta all’azione significa che chi vende si mette i panni del protagonista all’interno del processo commerciale.

Non perderti i prossimi articoli, iscriviti al blog!

Ti faccio alcuni esempi di call to action che ci devono essere all’interno di un tipico ciclo di vendita B2B. Chi vende deve:

  • Chiedere sempre un feedback al cliente a fronte di ciò che è stato presentato;
  • Muoversi per step corti e definiti, lavorare per appuntamenti e quindi chiedere sempre la data del meeting successivo (durante la trattativa);
  • Definire una deadline entro la quale darà risposta certa a un’offerta, progetto, preventivo;
  • Chiedere esplicitamente di accettare l’offerta e di acquistare.

Spesso si pensa che la call to action riguardi solo l’invito alla compilazione di un form o l’incentivo a contattare un numero di telefono all’interno di una landing page o di una sales letter. In realtà la call to action riguarda tutti gli step della vendita e quelli che ti ho elencato sopra ne sono degli esempi.

Sembra tanto assurdo quanto banale ma la verità è che la gran parte delle aziende italiane non si muove curando maniacalmente la chiamata all’azione in tutte le fasi del suo ciclo di vendita.

Come scrivevo prima, ancora oggi molto spesso i commerciali veicolano delle offerte ai clienti e da quel momento lasciano tutto nelle loro mani, terminando in questo modo (assurdo) la loro fase proattiva all’interno del ciclo di vendita.

Assieme alla call to action entra in gioco quindi il concetto di follow up.

Il follow up è un altro elemento determinante, strategico e caratterizzante il processo di vendita.

Anche in questo caso stiamo parlando di un ingrediente determinante per la buona riuscita dell’attività che viene spesso utilizzato male o addirittura tralasciato del tutto da parte del venditore dell’impresa italiana.

Follow up significa seguire con un’azione successiva quella precedentemente fatta nei confronti del cliente. Significa fare i richiami telefonici, significa chiedere i feedback, significa schedulare momenti di confronto programmati con il cliente nelle fasi di trattativa e di valutazione da parte sua di un’offerta.

Anche in questo caso sembra assurdo parlare di ciò nel 2018 ma sono innumerevoli gli esempi di aziende nelle quali i commerciali non solo veicolano offerte e progetti per email, alle volte anche del valore di svariate decine di migliaia di euro (e quindi non eseguono il processo per appuntamenti fisici) ma nemmeno si preoccupano di risentire il cliente dopo l’invio dell’offerta.

Questo è un ottimo modo per bruciare tempo, danaro e minimizzare le proprie performance commerciali.

I follow up assieme alle call to action sono elementi intrinseci nel processo di vendita.

Non solo è impossibile ottenere un processo efficace di natura commerciale senza call to action e follow up ma soprattutto è fondamentale che questi due elementi vengano pianificati e scritti all’interno della procedura commerciale per essere eseguiti sistematicamente dai commerciali dell’impresa.

E quindi, se per caso ti stai incaponendo con l’analisi delle conversioni tra offerte e contratti o tra lead e contratti, prova a dare un’occhiata a questi due passaggi e vedi un po’ come lavorano i tuoi commerciali, vedrai che certamente c’è tanto da migliorare.

Desidero essere contattato e fare il check up GRATUITO della mia impresa.

P.S. Hai una procedura commerciale scritta?

I tuoi venditori si muovono tutti allo stesso modo?

Ci sono call to action e follow up programmati, codificati e inseriti in punti strategici del tuo processo commerciale?

Se non è così stati perdendo un mucchio di soldi.

Se non è così puoi migliorare molto le tue performance di vendita.

Non perdere altro tempo.

Chiama ora l’800 123784 oppure riempi il form che trovi qui.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Share

Lascia un commento

Pin It on Pinterest

Share This

Vuoi ricevere informazioni GRATUITE su marketing e vendite B2B?

Inserisci i tuoi dati solo se vuoi migliorare i tuoi risultati attuali di vendita.