Author Archives: Andrea Zucca

Vuoi vendere all’estero? Ecco qualche dato importante.

Sono fresco di uno speech in cui parlavo di internazionalizzazione e quindi ho deciso di mettere nero su bianco questo post all’interno del quale vorrei dare qualche semplice dato di fatto che può interessare a chi, con la propria impresa, è interessato ad approcciare l’internazionalizzazione ma anche a chi vende già all’estero.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Ti serve prima un’agenzia di marketing poi di comunicazione.

agenzia di comunicazione oppure agenzia di marketing ippogrifo

In Italia ci sono molte più agenzie di comunicazione che agenzie di marketing.

Perché? Perché il primo mestiere è più facile del secondo.

Ma il vero problema è che il cliente pensa che siano la stessa cosa.

Agenzia di marketing, agenzia pubblicitaria, agenzia di comunicazione. Sono cose diverse, ma non nella testa del cliente.

Un altro ragionamento va inoltre fatto sui mezzi con i quali l’agenzia lavora, poiché nel panorama delle agenzie sono moltissime quelle che operano solo nell’area digital, web e social in primis, per cui non gestiscono altri strumenti di marketing.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Perché un’impresa deve avere il motore della lead generation con almeno 500CV

marketing lead generation ippogrifogroup

Il concetto che voglio esprimere oggi è riconducibile anche ad altri contesti appartenenti al mondo dell’impresa, che non siano necessariamente quelli del marketing.

Se parliamo ad esempio di risorse umane, una delle linee guida che spesso si sente da parte dei consulenti che si occupano di formazione e reclutamento, è quella di tenere sempre attiva un’attività aziendale funzionale allo scouting di nuovi collaboratori.

In sostanza anche se l’impresa non necessita di assumere nuovi collaboratori, secondo questa interpretazione è corretto che sia sempre attiva un’attività di prospezione del mercato.

Il vantaggio di questo atteggiamento è quello di essere sempre pronti anche in caso di eventi straordinari e imprevisti (come l’uscita di un collaboratore) che non erano stati pianificati.

Nel marketing lo stesso ragionamento può essere fatto per le attività di lead generation.

Fermo restando che il parallelismo tra marketing e risorse umane, con l’esempio che ho fatto poc’anzi, deve essere preso con le molle e con le dovute ponderazioni del caso, anche nel marketing ci devono essere delle attività sempre attive a prescindere dal bisogno primario dell’azienda.

Oggi voglio parlare di tutte quelle attività funzionali alla lead generation b2b, ovvero che hanno l’obiettivo di generare opportunità commerciali per l’impresa.

In linea di principio un’attività di questo tipo dovrebbe essere nella maniera più assoluta sempre attiva in qualsiasi tipo di impresa.

Devono avere questo tipo di sensibilità anche le aziende che possono contare su una durata del rapporto di lungo periodo con i clienti e si trovano in una situazione per la quale il portafoglio clienti è piuttosto statico, nel senso che la relazione con essi continua da anni – il che mette l’impresa nella condizione di non aver necessariamente un’attenzione maniacale alle attività di new business (ricerca di nuovi clienti).

In realtà è molto più frequente trovare imprese che non stanno nella situazione descritta sopra e devono porre di conseguenza un’attenzione estremamente importante verso tutte quelle azioni e attività che possano generare nuove vendite per l’impresa.

Le dinamiche di un portafoglio clienti possono essere estremamente diverse da impresa a impresa, anche in funzione del business in cui si opera.

Resta il fatto che, se vogliamo esplicitare dei concetti piuttosto trasversali,

è opportuno che l’impresa abbia una forte sensibilità verso tutte le azioni di marketing e commerciali volte al new business.

Ecco quindi che il motore aziendale volto alla generazione di nuove opportunità, non solo deve essere sempre acceso, 365 giorni l’anno h24, ma deve essere caratterizzato da un sistema strutturato che vede coinvolte più leve affinché sia più potente al fine di raggiungere l’obiettivo.

Oggi il punto di debolezza, soprattutto se parliamo di PMI, è non tanto la mancanza di sensibilità verso le attività di new business, quanto le armi messe in gioco.

L’arma in realtà è una sola: la rete vendita. Ovvero degli uomini, sui quali grava la responsabilità di tutto il processo commerciale dell’impresa.

Questo è il tema focale del post di oggi.

Il motore dell’impresa, funzionale alle attività di lead generation, deve avere oggi almeno 500 cavalli.

Lasciami passare questo parallelismo, che ha semplicemente la funzione di farti capire la potenza necessaria per sfondare oggi in un contesto sempre più competitivo, sempre più complesso, sempre più farcito di moltissime variabili che concorrono in un modo o nell’altro a determinare il risultato finale.

Oggi le imprese sono caratterizzate da un motore responsabile della lead generation che ha molti meno cavalli di quelli necessari per ottenere risultati soddisfacenti.

In linea di principio, esse stanno affrontando il mercato con la stessa motorizzazione con cui si viaggiava 10 anni fa.

Questo tipo di configurazione poteva andare bene una volta ma oggi determina che le strade vengono affrontate con grande difficoltà e si fanno pochissimi avanzamenti verso l’obiettivo desiderato.

Il motore di cui deve disporre l’impresa oggi, in termini di azioni e attività funzionali alla lead generation, deve essere configurato in maniera tale da affrontare con molta più potenza la vita quotidiana che il mercato impone.

Non è più sufficiente quindi delegare alla rete di vendita il processo commerciale,

funzionale all’acquisizione di nuovi clienti.

Gli uomini non riescono più a gestire in autonomia tutte le fasi che compongono il ciclo di vendita in un processo per il new business.

Diventa di un’importanza strategica il sostegno della rete di vendita attraverso il marketing con tutte le funzioni e attività che si possono implementare prima, durante e dopo l’attività svolta dai “fratelli” del reparto vendite.

Il concetto fondamentale è proprio quello di fratellanza, condivisione e sostegno reciproco tra il reparto marketing e quello vendite delle imprese, funzionale al raggiungimento di un obiettivo che è nella maniera più assoluta comune e condiviso.

La rete vendita e i commerciali che la compongono hanno bisogno di aiuto per ottenere le performance che le imprese chiedono loro.

È strategicamente deleterio e diventa un punto di debolezza che favorisce i competitor affrontare la vita quotidiana con una visione culturalmente opposta, che si basa sull’affronto del mercato con le tecniche e le strategie che si adottavano anni fa.

Oggi nel business to business più del 60% della scelta di acquisto viene fatta prima di incontrare i venditori.

Questa frase deve bastarti per scatenare un meccanismo che ti faccia capire l’importanza strategica del marketing a sostegno dei processi commerciali dell’impresa.

Non è più sufficiente affrontare il mercato con un’attività di prospezione basata su un motore da 100 cavalli.

Questo è un ottimo modo per rimanere fermi e per trovarsi invischiati in situazioni estremamente pericolose, perché un’azienda che oggi non sia strutturata adeguatamente per affrontare le sfide della lead generation e del new business si ritrova in poco tempo “avvitata” in un processo di decrescita.

Ma allora come fare per costruire il proprio motore da 500 cavalli e diventare un’impresa virtuosa nel proprio settore, risultando magari un vero e proprio esempio da seguire per avere successo nel mercato?

Come spesso accade la risposta più opportuna anche in questo caso è: diversificare.

La prima cosa che deve fare un’impresa, per andare nella direzione di essere iper competitiva nelle attività di vendita, è quella di avere più leve che lavorano per essa in un’unica direzione.

Puntare al risultato attraverso il lavoro della sola rete vendita significa avere una strategia fatta di una sola leva.

Ovvero l’esatto contrario di ciò che oggi bisognerebbe fare.

Le opportunità di business, i cosiddetti lead, devono arrivare all’impresa attraverso più fonti, sapientemente messe in moto dal marketing dell’impresa stessa.

Te ne cito alcuni tra gli altri affinché tu possa capire bene che cosa intendo:

  • Rete vendita
  • Referenze da clienti attivi
  • Google con campagne sponsorizzate
  • Google attraverso l’indicizzazione organica
  • Facebook con campagne sponsorizzate
  • Facebook attraverso la visibilità organica
  • LinkedIn con campagne sponsorizzate
  • LinkedIn attraverso la visibilità organica
  • Fiere
  • Eventi
  • Newsletter
  • Webinar
  • DEM
  • Campagne di Direct Marketing
  • Advertising su riviste specializzate di settore
  • Pubbliche Relazioni
  • Blog
  • Portali online
  • Altro

Ora confronta la lista di cui sopra fatta da una ventina scarsa di leve con una forza basata sui soli venditori.

Stiamo confrontando due motori diversi, uno da 100 cavalli, l’altro da 500.

Quale sarà più performante?

Quale impresa otterrà di più dal mercato?

Quale sarà la situazione in cui si ritrova un’azienda che, anche con un po’ di tempo, riesce a mettere insieme più forze che lavorano sinergicamente per ottenere un unico obiettivo che è quello di essere presenti nel mercato con un posizionamento chiaro e comunicare con un effetto leva ai propri target audience?

Oggi un’impresa, anche se PMI, dovrebbe leggersi bene la lista di cui sopra e verificare se stia utilizzando tutte quelle leve per aiutare e sostenere gli uomini coinvolti nei propri processi commerciali.

Nel caso non lo stesse facendo,

l’obiettivo di breve periodo dovrebbe essere solo ed esclusivamente quello di integrare le azioni in corso con altre funzionali a potenziarle.

Non scendo nel merito, in questo post, di come poi debbano essere monitorate queste leve e di come debbano funzionare una nei confronti dell’altra.

Il messaggio che mi interessa arrivi nei tuoi confronti è quello della potenza, espressa in termini di più leve di marketing messe in campo e di sinergia tra esse, funzionale ad ottenere delle performance migliori, nonché l’importanza di affrontare i mercati con una struttura di marketing di questo tipo a sostegno dell’attività del reparto vendite.

Ritorno a esprimerti la considerazione che, senza una struttura di questo tipo, un’impresa oggi fa enormemente più fatica non solo a generare opportunità per il new business, ma proprio a stare nel mercato.

A prescindere da quale sia lo stato dell’arte della tua impresa, ti voglio dire che essendo noi molto consapevoli della situazione precaria che determina la scarsa conoscenza di questi temi, abbiamo deciso di costruire una costola formativa che possa aiutare gli imprenditori a diventare più bravi di quello che sono nell’area marketing e vendite.

Solo infatti conoscendo, almeno sufficientemente, le dinamiche del marketing, è possibile oggi portare la propria impresa ad un livello superiore di performance commerciali.

Ecco quindi che ti sensibilizzo a valutare ciò che abbiamo creato per risolvere questi problemi e offrire nuove opportunità ai nostri interlocutori.

Desidero che tu conosca nel dettaglio il progetto B2Big® che L’Ippogrifo® ha deciso di mettere in piedi per dare un contributo, in questa direzione, ai suoi clienti.

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Se operi in mercati business to business e i tuoi clienti sono imprese devi per forza di cose conoscere nel dettaglio le regole del gioco e le opportunità che oggi il marketing offre ad imprese come la tua.

B2BIG® Live è il summit annuale che L’Ippogrifo ha creato per approfondire i temi del marketing e delle vendite nel B2B.

Visita ora www.b2biglive.it e partecipa, se sei ancora in tempo, al prossimo evento all’interno del quale verranno presentate strategie, attività e casi pratici realizzati dall’agenzia con i suoi clienti più virtuosi.

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Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Se lavori nel B2B il tuo marketing è differente

marketing nel business to business

Il marketing è marketing, si dice. Nulla di più vero.

In effetti il marketing con le sue regole, i suoi principi e le sue dinamiche è una disciplina che in linea teorica si fonda su basi universali a prescindere dai contesti in cui esso viene applicato.

Questo significa che anche se cambiano il settore di business in cui opera un’impresa, le sue dimensioni, i mercati di riferimento e il tipo di consumatore coinvolto, il marketing va affrontato sempre nella stessa maniera.

Se vogliamo però fare un ragionamento un po’ più profondo e andare a vedere se queste affermazioni possono essere analizzate anche da un punto di vista leggermente diverso, possiamo senza ombra di dubbio affermare che il marketing offre “tonalità diverse” a seconda del contesto in cui esso viene coinvolto.

Il mondo del B2B (business to business), ad esempio, è uno di questi.

Non serve essere profondi conoscitori del marketing per capire che vendere un macchinario industriale da 300.000€ a un’impresa straniera e affrontare questa esperienza dovendo convincere un gruppo di acquisto di 5 persone, con ruoli diversi all’interno dell’azienda cliente, non sia proprio la stessa cosa rispetto a vendere un golfino da 25€ a una mamma italiana.

Il marketing di un ristorante che fattura 350.000€ e ha per clienti le famiglie di una cittadina italiana in cui esso è ubicato, non è proprio lo stesso marketing che deve fare un’impresa, pur sempre italiana, che vende software per la progettazione di manuali tecnici da 50.000€ l’uno.

La gestione e il ciclo di vita dei clienti di un’impresa che vende abbigliamento sportivo al consumatore finale non sono troppo vicini a quelli di un’azienda che vende impianti fotovoltaici industriali su tutto il territorio nazionale.

Se ci sono delle regole e delle milestone in termini di marketing e di vendite, che accomunano nella maniera più assoluta scenari così diversi, è vero anche che tra le aziende sopracitate ci possono essere problemi diversi che vanno affrontati con modalità specifiche.

Il marketing e le vendite nei mercati business to business, che caratterizzano le relazioni tra imprese, senza ombra di dubbio vanno trattati conoscendo profondamente le loro peculiarità e le loro caratteristiche sia in termini di strategia che di operatività

Le differenze sostanziali partono dalla diversità dei bisogni che caratterizzano due tipologie di clienti diversi.

Il privato (detto anche consumer) acquista in funzione dei suoi bisogni psicologici primari e secondari e caratterizza le sue scelte portando al centro delle stesse le emozioni con cui affronta tutto ciò.

L’impresa (detta anche business) acquista innescando meccanismi di scelta decisamente più razionali e strutturati sia in termini di tempo che di persone coinvolte nell’analisi costi / benefici.

Se la tua impresa vende prodotti e servizi ad altre aziende, stai capendo molto bene i concetti che sto descrivendo.

Per ottenere la fiducia di un cliente business è necessario fare un percorso caratterizzato da strategia, operatività, tempi e modi di implementazione che sono decisamente diversi rispetto a quelli che caratterizzano un processo business to consumer.

Se da una parte è assolutamente vero che anche se il nostro cliente è un’impresa trattiamo e vendiamo i nostri prodotti / servizi relazionandoci con delle persone fisiche, dall’altra è altrettanto vero che le modalità con le quali queste stesse persone affrontano l’esperienza sono diverse da quelle con cui affronterebbero un acquisto all’interno di un supermercato.

Tutta questa premessa ha l’obiettivo di caldeggiare da parte tua un atteggiamento di vera e propria “pignoleria” nei confronti delle scelte del marketing per la tua azienda, affinché esse siano ponderate e calmierate per le peculiarità tipiche dei mercati B2B.

Le imprese italiane sono circa 5 milioni, le famiglie italiane sono circa 20 milioni, la popolazione italiana è fatta di 60 milioni di persone.

Se parliamo di marketing, le regole sono le stesse ma i numeri sono diversi.

Il marketing di un’azienda B2B potrebbe essere caratterizzato dalla gestione di un numero di clienti decisamente inferiore rispetto a quelli presenti all’interno di un’impresa B2C.

Gli strumenti necessari per presentare i propri prodotti o servizi a dei clienti business possono essere molto diversi, per caratteristiche e numero, rispetto a quelli che servono per acquisire la fiducia di clienti consumer.

La durata del ciclo di vendita nel B2B è solitamente molto più lunga rispetto a quella riscontrabile nel B2C.

Tutte queste caratteristiche ed elementi di diversità implicano che la strategia di marketing e vendita per un’azienda B2B sia basata su elementi di conoscenza tipici.

Il consiglio che mi sento di darti è quello di affrontare tutti gli step inerenti il marketing della tua impresa con un team di persone che sia specializzato nell’affrontare quotidianamente scenari B2B.

L’altro giorno parlavo con un esperto di marketing automation che mi portava continuamente esempi relativi a un suo cliente… dentista.

Quasi tutti gli esempi che mi portava non erano assolutamente calzanti con gli scenari tipici di un’impresa B2B.

Il rapporto che un dentista ha con i suoi pazienti, il ticket medio di vendita, l’esperienza di acquisto e di somministrazione del servizio e la durata del cliente nel tempo sono tutti KPI di marketing decisamente diversi rispetto a quelli di un’impresa che vende servizi di controllo di gestione B2B.

Questo significa che ad essere diversi non sono tanto le milestone di marketing quanto le loro caratteristiche.

Non cambiano quindi i concetti di natura teorica quanto gli aspetti di natura pratica.

Il ticket medio di vendita è una caratteristica che il marketing deve analizzare ed essa è presente sia nel B2B sia nel B2C. È chiaro però che se devo preparare la strategia di posizionamento nel mercato e di vendita per un’impresa che vende divani per il consumatore finale al prezzo medio di 500€ l’uno, devo fare un lavoro piuttosto diverso, nei dettagli delle azioni da compiere, rispetto a quello per un’impresa che vende consulenza di direzione alle aziende ad un prezzo medio di 15.000€ cadauna.

Quello che ti esorto a fare quindi è sostanzialmente accrescere il tuo personale know-how in termini anche di marketing generalista ma perfezionare poi il tuo bagaglio di conoscenza andando in profondità nello studio delle peculiarità dei mercati B2B. Questo ovviamente dando per scontato che tu sia un interlocutore impiegato in questo tipo di ambiente.

Le persone che ti circondano, siano esse personale interno che consulenti o agenzie esterne, hanno una profonda conoscenza delle peculiarità del marketing e delle vendite B2B?

Le strategie che caratterizzano il marketing della tua impresa sono pensate in funzione di una focalizzazione sulle caratteristiche specifiche degli ambienti business?

Tempi e strumenti di marketing sono stati progettati per essere altamente performanti all’interno di un perimetro di relazione tra imprese?

Queste domande sono estremamente importanti per la riuscita del marketing della tua impresa.

Ci sono moltissimi esempi di marketing manager che adottano strategie non idonee per contesti B2B.

Poco tempo fa ho fatto un meeting con il direttore marketing di una grande impresa che opera nel mondo delle facility e che stava per implementare una progettualità figlia della sua esperienza personale fatta all’interno di un’altra impresa, che però vendeva commodity per privati.

Non serve evidenziare troppo il fatto che gli effetti che lui pensava di ottenere dalle azioni di marketing che aveva in mente, dal mio punto di vista, non si sarebbero mai ottenuti.

Questi non sono dettagli. Il marketing è marketing, ma mi sento di affermare con grande convinzione che il marketing B2B è una vera e propria disciplina a parte.

Le regole che caratterizzano il marketing vanno ponderate con grande attenzione negli scenari che le vedono applicate all’interno della relazione le imprese.

Il concetto di ponderazione è proprio il cuore del messaggio che ti voglio dare.

Non sto dicendo quindi che cambiano le regole del marketing quanto le modalità con cui esse devono essere applicate.

Ti invito quindi a fare un profondo check in merito alle attività di marketing che applica la tua impresa e verificare che esse siano perfettamente calzanti per essere applicate in contesti B2B.

 

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Ti senti competitivo da questo punto di vista?

Ritieni che le attività di marketing e vendita svolte della tua impresa siano pensate attentamente per i contesti di mercato che quotidianamente affronti?

C’è una profonda conoscenza degli scenari, dell’approccio ai clienti, dei loro modi di acquistare da parte di chi si occupa della strategia di marketing della tua impresa?

Se hai anche qualche minimo dubbio che tutto ciò non sia perfettamente calzante ai contesti in cui la tua impresa opera, intervieni immediatamente per evitare che le attività che vai ad implementare siano parzialmente o del tutto insufficienti.

Se ritieni opportuno, hai la possibilità di parlare con degli specialisti del marketing e delle vendite B2B e sentire quella che potremmo definire una second opinion.

Attraverso un check up che ti possiamo offrire in modalità assolutamente gratuita potrai avere il feedback di una struttura che da anni lavora esclusivamente per imprese B2B.

Non perdere altro tempo!

Chiama ORA l’800-123784 oppure riempi il form che trovi QUI sotto.

Prenota un appuntamento GRATUITO nel quale raccoglieremo le informazioni necessarie per capire quanto la tua impresa possa essere portata, lato marketing, a un livello superiore rispetto a quello in cui si trova ora.

 

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Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

Perché non apri la scuola del tuo settore?

Oggi si parla sempre di più di contenuti e marketing dei contenuti.

Le imprese possono aumentare il loro appeal verso clienti e mercato nel momento in cui fanno vedere alla loro audience che possono rappresentare un punto di riferimento nel settore.

E per poterlo fare, a prescindere da quale sia la strategia, servono contenuti.

Un modo molto interessante, decisamente ambizioso ma da considerare, è quello di creare una vera e propria Media Company all’interno della propria impresa.

La Media Company sarebbe quell’area aziendale che ha il compito di creare e diffondere un vero e proprio palinsesto di contenuti per l’audience di riferimento.

Clienti acquisiti, potenziali, stakeholder, operatori del settore: possono essere questi i principali target di riferimento. Creare per loro contenuti personalizzati, interessanti e quindi di valore è una sfida che porta a ritorni importanti.

Un’altra possibilità che va considerata, in primis dal punto di vista teorico per poi essere valutata anche nella pratica, è quella di istituire una vera e propria scuola del proprio settore.

Potresti avviare la scuola di riferimento del settore in cui operi?

Pensare di fare questa operazione apre ad un progetto decisamente importante per il tuo Brand.

Se ci pensi un attimo, i soggetti da educare sono:

  • I clienti acquisiti
  • I clienti potenziali
  • I collaboratori dell’azienda
  • Gli stakeholder (fornitori, investitori, ecc)

Prova a pensare un attimo, anche se fai parte di una PMI oppure se guidi una micro impresa, di quale potrebbe essere la reazione del tuo mercato se vedesse accostato al Brand della tua impresa una divisione che si occupa di formazione.

Quale pensi possa essere la reazione?

Te la dico io: se le cose vengono fatte per bene la reazione è quella di associare al tuo Brand il valore dell’autorevolezza.

A prescindere dal fatto che poi tu decida di metterlo veramente in piedi, ti consiglio di riflettere un momento, prima di pensare che questa sia un’idea irrealizzabile nella tua impresa.

I benefici che si ottengono da un’operazione del genere meritano una valutazione concreta di fattibilità.

Quando al tuo interlocutore (clienti in primis) dai benefici concreti perché offri spunti operativi applicabili nell’immediato, tratti i problemi che gli si presentano più frequentemente, presenti soluzioni, casi di studio e sottoponi contenuti formativi, stati tranquillo che avrai uno stuolo di follower crescente. E stai altrettanto tranquillo che quando i clienti avranno un problema che tu sei in grado di risolvere l’associazione problema > soluzione > tuo brand sarà praticamente immediata.

È questo l’obiettivo finale di queste attività.

Quasi sempre, a questo punto del ragionamento, chi sta dall’altra parte si pone un quesito sostanziale:

ma funzionerà nel mio settore?

 

La risposta a questa domanda va data dopo che cerchiamo di fare una piccola riflessione che ci aiuta.

Esiste una scuola, un istituto, un corso che spieghino dettagliatamente tutto ciò che gira nel mondo del settore in cui operiamo?

Ci sono informazioni specifiche, verticali, puntuali e soprattutto mirate per gli interlocutori che possono aver bisogno delle soluzioni che noi offriamo?

Formare, offrire contenuto, dare soluzioni è un modo eccezionale per calamitare utenti, clienti, collaboratori e partner.

Risolvere i problemi dei contenuti attraverso l’informazione e la formazione può essere la svolta per la tua impresa.

 

Voglio capire come puntare al marketing della formazione. Desidero un check up gratuito [CLICCA QUI]

 

Ribadisco il concetto: tutto ciò è possibile in praticamente tutti i settori di business, anche quelli più tecnici, anche quelli in cui risulta complicato, in prima battuta, pensare al concetto di scuola, percorsi formativi, palinsesti di contenuti.

Invece no. Se c’è una o più audience c’è la possibilità di attrarla, di offrire agli utenti contenuti che li rendano fedeli al Brand.

  • Quali sono i problemi che la tua azienda risolve?
  • Cosa cercano i tuoi clienti?
  • Quanto valore aggiunto c’è nei tuoi prodotti / servizi?
  • Quanto vanno spiegati i tuoi prodotti?
  • Quanto deve essere acculturato il tuo cliente?
  • Quanta innovazione c’è nel tuo settore?

Queste sono solo alcune delle domande che ti possono far avere qualche spunto per aprire la mente.

E ancora:

  • Ci sono riviste del settore che trattano i problemi che risolvi?
  • Ci sono scuole o corsi che insegnano il mestiere che pratichi?
  • Ci sono contenuti di aggiornamento che vengono offerti ai tuoi target di interesse da qualsiasi tipo di media?

Nei mercati B2B le opportunità sono molte e gli spazi di azione altrettanto vasti.

Perché non valuti concretamente il fatto di essere un formatore?

Perché non aprire una academy, un contesto in cui insegnare, formare, diffondere contenuto mirato al tuo mercato?

Perché non rafforzare il tuo Brand con una divisione che dimostri quanto importante sia il know how che detieni?

Un’impresa con dieci anni di storia ha un patrimonio intellettuale importante.

Quante lo valorizzano?

Quante imprese che stanno da anni nel mercato offrono le prove della loro forza e della loro valenza da questo punto di vista?

Risposta: pochissime.

Risposta bis: se parliamo di PMI una percentuale irrisoria.

E allora perché non accettare la sfida?

Vuoi far parte di quelle imprese innovative che vogliono ribaltare gli schemi ed affrontare il mercato con chiavi nuove rispetto a quelle usate fino ad oggi?

Puoi farlo.

Se l’idea ti stuzzica non perdere altro tempo.

Chiama ora l’800-123784 oppure compila il form che trovi cliccando il bottone QUI sotto.

 

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Capiremo assieme, G-R-A-T-U-I-T-A-M-E-N-T-E attraverso un incontro ed un check up, quale sia lo stato dell’arte della tua impresa e quali siano le opportunità per il suo marketing.

Fondatore dell’Agenzia, è da ormai vent’anni nel settore del marketing e della comunicazione.
Energia, creatività e leadership. Per Andrea non esiste la parola impossibile e ogni sfida è solo un nuovo traguardo da conseguire.

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